Le torri, le porte e le mura medievali della città di Oristano

11 In molteplici contesti quando si men- ziona la figura di una torre medievale o di un castello, si viene trasportati istantanea- mente in luoghi leggendari popolati da cavalieri in scintillanti armature, bellissi- me dame che danzano, boschi incantati e terribili figure mostruose. La visione dell’epoca medievale che possediamo col- lettivamente è spesso frutto di opere letterarie e ancora più frequentemente del- le molteplici produzioni cinematografiche che si sono succedute nel tempo. Basti pensare allo straordinario succes- so di pubblico ottenuto dal ciclo di Re Artù, al quale ininterrottamente dal me- dioevo sino ai giorni nostri, sono state dedi- cate produzioni artistiche di ogni tipo e per i più svariati campi commerciali [ Fig.01 ]. Come non citare i numerosi studi riservati all’ordine monastico-cavalleresco dei cava- lieri templari [ Fig.02 ], che ispirano anno dopo anno molteplici affascinanti produ- zioni romanzesche sulla loro figura così eroica e tragica allo stesso tempo. Tali produzioni spesso trattano il Medioevo in maniera dualistica: un perio- do dominato dall’oscurità, dalla paura e da un’opprimente religiosità, capofila di questa visione la celebre trasposizione ci- nematografica del romanzo “ Il nome della Rosa ” di Umberto Eco. 1 Oppure un’epoca dove avventure, viaggi e battaglie avven- gono tra eroi buoni e nemici malvagi, in uno scontro titanico finale dove i valori del Bene prevalgono sempre su quelli del Male. Quest’ultima interpretazione ha avuto uno straordinario successo di pub- 1 Cfr. Eco U., Il nome della rosa , Editrice Bompiani, Milano 1980. 2 Cfr. Tolkien J.R.R., Il signore degli anelli , a cura di Q. Principe, Editrice Bompiani, Milano 2017. blico, grazie al genere letterario medie- val-fantasy che trova la sua massima espressione nella trilogia del “ Il signore de- gli anelli ” di John R.R. Tolkien. 2 Gli scenari ideali dove principiare la narrazione delle vicende sono spesso indivi- duati nei castelli con mura merlate e ban- diere dai vivaci stemmi araldici, all’interno di bellissime chiese gotiche con finestre istoriate e statue di marmo, o in borghi ru- rali dove la vita scorre lieta e felice prima dell’arrivo di crudeli e letali personaggi. Una visione quanto mai fantasiosa e lonta- na dalla realtà storica che si vuole rappre- sentare, anche se talvolta bisogna riconosce- re il merito a tali opere di riportare CAPITOLO I LA VISIONE DEL MEDIOEVO NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO Figura 2. Norbello (OR), chiesa di Santa Maria, affresco raffigurante scudo templare

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