in ecclesia Sancte Marie de Arestano
Alcuni scrittori del XVII secolo hanno tramandato la seguente trascrizione 9 : HIC IACET BEATUS MARTYR ARCHELAUS PRESBITER OBIT (die) TERZIO KALENDAS mA RZI(as) AN. 100 La prima riga dell'iscrizione si presentava secondo la formula hic iacet b. m., largamente documentata nelle epigrafi sarde di età romana; ma mentre l'abbreviazione b. m . viene sistematicamente sciolta con la formula bene merenti, nel caso del presbyter , titolo raramente documentato in Sardegna, viene interpretata come beatus martir. Il nome Archelaus, che risulta documentato in Sardegna solo da questo titolo , è noto nell' orbis christianus ma riferito esclusivamente ad un Archelaus diacono, martirizzato ad Ostia nell'età di Diocleziano e ad un Archelaus Vescovo in Mesopotamia nel IV secolo d.C. Infine, non risulta altrimenti documentato nelle iscrizioni sarde il verbo obire . Il mistero sulla figura del martire Archelao si infittisce se si considera che lo storico Giovanni Francesco Fara, nel suo De Chorographia Sardiniae del 1580, pur riferendo sulla sepoltura di San Lussorio presso la chiesa omonima di Fordongianus, non cita l'iscrizione, documento epigrafico che sul finire dell'Ottocento fu giudicato falso dallo studioso di epigrafia Teodoro Mommsen 10 . Attualmente, a differenza del ritrovamento delle reliquie di altri Santi martiri, non si conosce una relazione ufficiale dello scavo e quindi del rinvenimento dei resti del corpo del presbitero Archelao. Alcune notizie relative alla sua inventio, talvolta contrastanti circa i dati e le date della scoperta, oltre a quelle riportate nell'opera già citata del canonico della nostra diocesi, sono riferite da Mons. Raimondo Bonu, altre, relative ad alcune vicende successive alla scoperta, nonché ai cerimoniali dei festeggiamenti nella città di Oristano dal 1616 sino al XIX secolo, si trovano documentate presso l'Archivio Storico del Comune di Oristano. Lo Scintu, così come recita l'iscrizione collocata nel 1942 nella 101 9 L’epigrafe ha conosciuto varie trascrizioni, si vedano principalmente: F. C ARMONA , Alabanças de los santos , 1631, m.s. cartaceo conservato presso: Biblioteca Universitaria di Cagliari, f.35 ; D. B ONFANT , Triumpho de los Santos del Reyno de Cerdena , Caller, 1635, pp. 127-8; S. V IDAL , Annales Sardinae , vol. II, Milano, 1645, p. 109; R.Z UCCA , Le iscrizioni, op. cit. , p. 29. 10 G. F. F ARA , De Chorografia Sardinae , Torino, 1835, p. 74; T. M OMMSEN , CIL X, 1120.
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