Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano. La sua storia e le sue carte

Dalla obreria de la iglesia rural de San Juan Baptista al gremiodei contadini | 21 Nella documentazione settecentesca consultata si rinvengono ulteriori indizi che inducono a ritenere che l’amministrazione della chiesa di San Giovanni ricadesse nell’ambito delle fabbricerie, per quanto sotto vari aspetti si presenti già strutturata secondo le forme delle confraternite laicali o devozionali. Aveva come guida un sacerdote, definito «capellán de la obreria», che presenziava alle riunioni del soda- lizio 20 ; in occasione della festività di San Giovanni Battista, il 24 giugno, venivano nominati due obrers che restavano in carica un anno; aveva un segretario, la cui carica era assegnata a un notaio pubblico, al quale era demandato il compito della compilazione dei registri 21 ; disponeva di un oratorio, o casa delle riunioni, all’in- terno delle mura cittadine, situato tra la Calle Nueva e la calle di San Saturnino 22 , siasi norma o usanza contraria doveva essere considerata nulla, a meno che non fosse prevista nell’atto di fondazione della fabbriceria. Inoltre, se per usanza o antico privilegio era previsto rendere conto ad altre persone, doveva comunque essere presente l’Ordinario. 20 Cfr. ASCA, Atti notarili sciolti di Oristano , notaio Giuseppe Antonio Meloni, vol. 436 (1728-1729), c. non numerata, cucita tra la c. 234v e la c. 235r: 1728 luglio 26, Oristano. «El venerable Diego Ojano, capellan de la obreria de San Juan». 21 Negli anni ‘20-’30 del Settecento ricopriva questa carica il notaio Giuseppe Antonio Meloni, i cui atti, conservati presso l’Archivio di Stato di Cagliari, sono stati oggetto del presente studio. 22 I dati relativi all’ubicazione dell’oratorio della chiesa si ricavano dai seguenti atti notarili: ASCA, Atti notarili sciolti di Oristano , notaio Giuseppe Antonio Meloni, vol. 441 (1738-1739), cc. 81r-84r; 1738 marzo 11, Oristano. Il sarto Antonio Pala vende al bottaio Antonio Angel Sequi, «todas aquellas casas terrenas que consisten en sinco aposentos con la casa del orno y un sostre, que dicho venedor por sus legitimos titulos possehe por vias de compra hecha de los Reverendos Padres del Real Hospital de San Juan de Dios d’esta dicha ciudad, segun auto recebido por el notario Salvador Atzey en los *** del mes de henero del año 1737, a lo que se tenga la devida relassion, situadas y puestas dentro d’esta dicha ciudad y en la Calle Nueva vulgarmente dicha, con sus entradas y salidas et cetera, segun afrontan cara a camino y a guturu, despaldas a las reales murallas, de un lado a casas de Anna Tuvery, y de otro lado al oratorio se exguarda a la iglesia rural de San Juan Baptista extramuros d’esta dicha ciudad». Il 26 marzo dello stesso anno, quando il Sequi, su richiesta del Pala, rinuncia all’acquisto delle case, il locale viene definito come «oratorio del glorios San Juan Baptista extra muros d’esta ciudad». Un secondo atto notarile attesta che dall’altro lato l’oratorio confinava con «todas aquellas casas que eran de la dicha quondamDamiana Me- las y Eriu, çitas dentro d’esta dicha ciudad y en la calle dicha San Saturnino que consisten en seis aposentos con el corral a las espaldas, con sus entradas y salidas et cetera, segun que afrontan cara a casas terrenas que eran de la quondam Maria Angela Orrù que hoy las possehe Joseph Pinna assì bien ciudadano, de espal- das a las reales muralles, de un lado a casas de la heredad del quondam Gregorio Melas, padre de dichos Salvador y Joseph, y de otro lado al oratorio del Gremio de dicha iglesia del glorios San Juan Baptista». Cfr. ASCA, Atti notarili sciolti di Oristano , notaio Giuseppe Antonio Meloni, vol. 441 (1738-1739), cc. 120r-127v. 1738 maggio 4, Oristano. Per l’identificazione della Calle Nueva e Calle San Saturnino cfr. M.G. Mele, Oristano giudicale. Topografia e insediamento , Cagliari 1999, pp. 142-154.

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