Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano. La sua storia e le sue carte

Dalla obreria de la iglesia rural de San Juan Baptista al gremiodei contadini | 19 dopo aver chiesto di essere sepolta nella chiesa di San Sebastiano e di essere accom- pagnata alla sepoltura dalle confraternite del Rosario e dell’Annunziata, lasciò in dono alla chiesa due quadri, raffiguranti uno la Madonna e il secondo Gesù 15 ; il contadino Juan Angel Pillitto lasciò alla obra della chiesa rurale di San Giovanni Battista extra muros 20 soldi 16 . Questi documenti inducono a pensare che l’amministrazione della chiesa fosse de- mandata non a un’associazione di mestiere né a una confraternita di tipo devozio- nale, quanto piuttosto ad un soggetto strutturato secondo il sistema dell’ obreria o fabbriceria . Le fabbricerie 17 ( obrerias in ambito sardo) erano enti ecclesiastici che provvede- vano all’amministrazione di quella parte del patrimonio di una chiesa destinato alla manutenzione della stessa ( fabrica ecclesiae ) e alle spese per il culto. Traevano origine dalla istituzione della cosiddetta portio o quarta fabricae diffusa nell’ammi- nistrazione della Chiesa già a partire dal V secolo. Rappresentavano una parte delle rendite ecclesiastiche che, dietro disposizione dei papi Simplicio e Gelasio, vennero ripartite in quattro: una di pertinenza del vescovo (la quarta episcopi ), una spettante al clero della diocesi (la quarta cleri) , una destinata ai poveri (la quarta pauperum ) e infine la quarta fabricae che veniva impiegata per la manutenzione dell’edificio sacro ( sacra tecta ) e per l’esercizio del culto. Il propagarsi della fede e il conseguente 15 Cfr. ASCA, Atti notarili sciolti di Oristano , notaio Antonio Pintolino, vol. 616 (1641-1647), cc. sciolte non numerate, 1641, Oristano. Testamento di Benita Porru, vedova di Moriscu Orrù: «ittem dexe a la iglesia del glorios Sant Joan Baptista extra muros d’esta ciutat dos quadros ço es hu de nostra Señora y altre de Jesus que seguit meu obit le sien dats». I due quadri non sono più esistenti. 16 Cfr. ASCA, Atti notarili sciolti di Oristano , notaio Giovanni Agostino Correli, vol. 148 (1650), cc. sciolte non numerate: 1650 aprile 22, Oristano. Testamento di Giovanni Angelo Pillitto del burgo extra muros: «item dexe a la obra de la iglesia rural del glorios preculsor Sanct Juan Baptista extra muros d’esta ciutat» 20 soldi. 17 Cfr. A. Bertola, Fabbrica e Fabbriceria , in Enciclopedia Cattolica , V, Città del Vaticano 1950, coll. 936-938; M. Moresco, Fabbriceria , in Novissimo Digesto italiano , VI, Torino 1960, pp. 1110-1115; Opera. Carattere e ruolo delle fabbriche cittadine fino all’inizio dell’Età Moderna , atti della tavola rotonda, Villa I Tatti, Firenze, 3 aprile 1991, a cura di M. Haines - L. Ricetti, Firenze 1996. Per quanto riguarda la Sardegna: G. Fois, Samugheo laica e religiosa attraverso i documenti archivistici dell’epoca moderna , in San Basilio e la Sardegna tra culti, storia e tradizioni , a cura di G. Fois, Cagliari 2006, pp. 167-318, in partico- lare il paragrafo 3 Le obrerìe , pp. 241-269; I. Bussa, L’Opera di Santa Maria de Sauccu (Màrghine) nel Seicento , in «Quaderni Bolotanesi», n. 24 (1998), pp. 269-302; Idem, Il libro dell’Opera di Santa Maria de Sauccu: 1606-1691 , Bolotana 2003.

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