Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano
ponenti di alcuni gremi, quando al termine della loro mani- festazione, si ritirano nelle rispettive cappelle: i fabbri nella chiesa di Santa Caterina, attualmente inesistente, a ridosso della Torre di San Cristoforo, e i sarti nella chiesa del Carmine. Un elemento, comune ad altre manifestazioni equestri, docu- mentato anche nel secolo precedente, è dato dal fatto che le feste iniziano con l’appuntamento religioso. Infatti, ciascuna delle tre giornate di festa si inizia con le solenni funzioni reli- giose che si tengono in cattedrale alla presenza dei canoni- ci. Dopo il dovere religioso del canto del Te Deum , può ave- re quindi inizio la festa, le corse dei cavalli e le mascherate. L’eco di tale cerimoniale, è giunta sino ai nostri giorni. Infatti, la tradizione orale, documenta che il corteo dei cavalieri non poteva dare inizio alla corsa della Sartiglia prima che i cano- nici assolvessero al dovere religioso pomeridiano. L’incrocio delle spade e l’apertura uficiale della corsa alla stella non po- teva iniziare prima di una certa ora, dopo l’uficio dei canonici. La cronaca dei festeggiamenti del 1722, per la fenomenolo- gia degli “spettacoli” che vengono messi in scena, come ac- cennato, inserisce appieno la città di Oristano nel clima delle teatralizzazioni, dei solenni cortei e dei divertimenti, rappre- sentati in Sardegna nel corso del XVII e del XVIII secolo. Sono infatti numerose le attestazioni di mascaradas , organizzate nelle principali città dell’Isola, sia per celebrare avvenimenti importanti nel corso dell’anno, sia per segnare i festeggia- menti del carnevale. È nota anche al pubblico delle principali città sarde, la grande teatralizzazione offerta nelle piazze, con l’allestimento di palcoscenici, la realizzazione di macchine che entrano in scena portando con se animali e personaggi che raccontano una storia, o ancora, con le rappresentazioni della vita di corte con la riproposizione di personaggi illustri come re e regine e il loro esercito di cortigiani. Classiche rappresen- tazioni in queste feste solenni sono inoltre le rafigurazioni di personaggi dell’olimpo e dell’epica greca, né mancano, come nel caso oristanese, le riproduzioni di astri e pianeti. Sono noti in particolare i festeggiamenti organizzati dall’autorità civica con il coinvolgimento dei gremi nel mese di giugno dell’an- no 1716 nella Città di Cagliari in occasione della nascita del principe delle Asturie. Sono riferite le mascherate a piedi e a cavallo organizzate dai gremi dei fabbri, degli scarpai, dei carpentieri, dei muratori e degli ortolani. Nelle giornate di fe- sta, gli stessi gremianti si cimentavano in caroselli di gruppo a cavallo e nelle giostre, in particolare corse all’anello e corse i cui bersagli erano costituiti da galli, oche e gatti. Il prezioso racconto del cronista della festa oristanese del 1722 è talmente ricco di particolari che noi riusciamo ad im- 75
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