Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano

ligiose, i cittadini poterono assistere a spettacoli pirotecnici, mascherate e, fra le diverse esibizioni equestri, anche a el joch de la Sortilla . Così come nei documenti relativi a festeg- giamenti organizzati presso altre città sarde, anche nel docu- mento iglesiente igurano le macchine sceniche tipiche delle teatralizzazioni di piazza dell’età barocca, con le rappresenta- zioni di carri trionfali e la presenza di personiicazioni di divi- nità dell’olimpo greco e romano. Per quel che riguarda la cor- sa della Sartiglia, ancora una volta sono presenti tamburini e trombettieri e numerosi venturieri che, armati di lancia tentano di cogliere la sortilla , sidando il mantenitore, ruolo ricoperto per l’occasione dal nobile capitano Don Noffre Rams. Grazie alla notizia fornitaci dall’archivista paleografo Seba- stiano Fenu, da tempo impegnato nello studio dei gremi sar- di e delle diverse manifestazioni delle loro attività, segnalia- mo la curiosa presenza di una sortilla in un documento del 1612-1615 che elenca i gioielli donati dalla Marchesa di Quirra all’Arcivescovo Arborense. Tra las joyas de oro , igura una sor- tilla de perles y granates engaçada en oro . Dificile immaginare le dimensioni di questo “anello” di perle che potrebbe avere la dimensione di un anello da dito, o forse di un bracciale, o forse ancora di una coroncina. Certo è che sia la traduzione del termine catalano sortilla , sia la manifestazione più classica delle esibizioni a cavallo nella forma delle giostre, rimandano alla corsa all’anello. I numerosi documenti cinquecenteschi e seicenteschi che testimoniano la giostra oristanese, si riferi- scono sempre all’organizzazione della sortilla , senza specii- care se il bersaglio colto dai cavalieri fosse un anello o una stella, come invece speciicato nelle testimonianze del XVIII secolo. Inine, la messe di documentazione sino a questo mo- mento rinvenuta, induce a considerare la Sartiglia nella città di Oristano una manifestazione non certo estemporanea, ma “programmata” per qualsiasi occasione uficiale dalle Istitu- zioni Civiche e per questo, in via di istituzionalizzazione, già dal XVII secolo. 62

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