Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano
pertanto documentata e rappresentata come festa organizza- ta dall’autorità civica per allietare la comunità in occasione di un evento straordinario. Attori protagonisti di questo spetta- colo sono le autorità della città mentre il resto della comuni- tà, partecipa in qualità di spettatore. I documenti si riferisco- no sempre alle spese relative ai premi destinati ai cavalieri, a quelle riferibili agli abiti del mantenidor e a quelle occorse per la realizzazione delle lance per la corsa. Dall’analisi di ulteriori documenti provenienti dall’Archivio Sto- rico di Oristano, lo studioso oristanese Walter Tomasi, ipotiz- za che un’altra occasione straordinaria per organizzare una Sartiglia, possa essere stata anticamente la festa del patrono cittadino Sant’Archelao. Tale ipotesi è suffragata dal fatto che, tra le numerose spese registrate per l’organizzazione di questi solenni festeggiamenti, igurano anche quelle per i tamburini e trombettieri, le lance e un anello, tutti indizi che rimanda- no inequivocabilmente allo svolgimento della corsa equestre. Questa testimonianza archivistica datata nel mese di febbra- io del 1616, costituisce una delle più antiche attestazioni dei festeggiamenti organizzati in città in onore del presbitero Ar- chelao in quanto, le sue reliquie e l’iscrizione funeraria furono rinvenute nel febbraio del 1615 nella cripta della chiesa di San Lussorio di Fordongianus, e successivamente traslate in cit- tà. Tomasi avanza inoltre la teoria secondo la quale l’edizione della giostra svoltasi nel mese di febbraio e, probabilmente, per quell’occasione, di fronte alla Cattedrale di Santa Maria, avrebbe potuto costituire un precedente illustre per poter poi, successivamente, istituzionalizzare la corsa in quel periodo e in quello stesso scenario. Nel tempo, la corsa avrebbe cessa- to di celebrare eventi religiosi andando quindi a segnare i fe- steggiamenti profani del carnevale. Se fosse confermata tale congettura, la storia della Sartiglia di Oristano seguirebbe le sorti di altre importanti giostre, in particolare la corsa della quintana di Foligno che, dopo aver contrassegnato, a partire dal gennaio del 1478, i festeggiamenti del patrono San Feli- ciano, successivamente, per volontà dell’Amministrazione Ci- vica cittadina, andò per alcuni secoli a caratterizzare i festeg- giamenti del carnevale folignate, sino all’interruzione avvenuta nel XVII secolo. Al 1615 risale un’ulteriore e preziosa testimonianza della Sar- tiglia organizzata nella città di Iglesias. Anche in quella circo- stanza, l’occasione della festa era rappresentata da un evento di natura religiosa: il trasferimento, nel capoluogo iglesiente, delle spoglie del martire sulcitano Antioco, rinvenute nella cripta della chiesa di Sant’Antioco, nell’omonima città. Anche in quell’avvenimento, oltre alle solenni cerimonie re- 61
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