Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano

eventi che segnarono il futuro delle giostre e dei tornei nelle epoche successive. Come accennato, già nei secoli prece- denti, il combattimento a oltranza, fu duramente condannato dalla Chiesa, ma nel 1559, con la morte del re di Francia Enrico II di Valois, giostre e tornei furono deinitivamente ridimensio- nati. Per celebrare degnamente la pace di Cateau Cambresis, stipulata tra Enrico II di Francia e Filippo II re di Spagna, si- glata dopo decenni di guerre tra le due corone, il primo luglio dello stesso anno, il re di Francia organizza a Parigi una gio- stra all’incontro. Enrico di Valois partecipa in prima persona all’evento e durante lo scontro con Gabriel de Lorges duca di Montgommery, viene colpito mortalmente ad un occhio, feri- ta che dopo 10 giorni di agonia gli causò la morte. L’evento provocò immediata reazione in tutta Europa tanto che, a par- tire da quel momento, giostre e tornei, furono disputati quasi esclusivamente con semplice valenza dimostrativa di spetta- colo e di intrattenimento. La regina Caterina de’ Medici, diede mandato di cattura del duca che, dopo poco tempo fu arre- stato e decapitato, dando inoltre forza ed esecutività a tutti i decreti ed i provvedimenti che nel corso degli anni erano stati emanati contro tali appuntamenti di gioco violenti. La morte del re di Francia risollevò il problema dei giochi armati offren- do lo spunto a numerose opere letterarie, come dimostrano le cronache e l’ingente documentazione sull’avvenimento, ri- badendo per il futuro il carattere “cortese” di simili spettacoli destinandoli a mere rappresentazioni. Dopo soli due anni, nel 1561, un ulteriore evento contribuì a segnare il deinitivo cam- biamento nella storia delle feste cavalleresche: a Ferrara fu messo in scena un torneo con un tema deinito, organizzato in occasione dei festeggiamenti indetti per l’elezione a cardinale di Luigi d’Este. Il torneo, dal titolo “il Castello di Gorgoferusa” fu un vero e proprio spettacolo, con tanto di scenograia e relativo apparato. Il canovaccio dell’intera rappresentazione, prevedeva un’introduzione recitata, un combattimento il cui vincitore si conosceva sin dall’inizio dello scontro e la presen- za di comparse e di cavalieri su carri che richiamavano per lo sfarzo i trioni rinascimentali: si trattava di una vera e propria teatralizzazione con tanto di palcoscenico e cambio di scene. Tale complessa rappresentazione ebbe un grande successo e lo scontro armato era solamente una delle esibizioni. A par- tire da quell’evento, non solo a Ferrara ma a Firenze, Venezia, Roma e in numerose corti italiane si diffusero largamente tali forme di spettacolo. Iniziava così la vera e propria teatralizza- zione scenica delle feste cavalleresche nelle corti dell’Italia e dell’Europa del Seicento. Lo spettacolo inscenato con il Castello di Gorgoferusa, rap- 50

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