Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista di Oristano
In questo modo, giostre e tornei, da incontri pericolosi e violenti, divennero veri e propri riti sociali, spettacoli volti a consolidare nella posizione egemone le gerarchie politiche dell’epoca. Sarà proprio nell’Italia dell’età umanistica e rina- scimentale che le feste equestri conosceranno una stagione d’oro per il loro iorire presso numerose corti e ancora, proprio durante il Rinascimento, nel momento in cui la produzione let- teraria in generale e la trattatistica in particolare investe tutti i campi, dall’arte, alla ilosoia naturale, alla geometria, non farà eccezione l’ambito della cavalleria, e degli appuntamenti giostreschi, che così come tutte le altre articolate e pompose feste rinascimentali, subiranno una nuova regolamentazione. Fu proprio in quei secoli che si sentì l’esigenza di codiica- re norme e regolamenti che, sino a quel tempo, per tutto il medioevo, furono solamente oggetto di un codice compor- tamentale d’onore tramandato oralmente, e per questo non completamente deinito, anche se da secoli oggetto di nar- razione e descrizione sottoforma di eventi militari e cortesi come quelli descritti nella chansons de geste . In questo con- testo, tra XV e XVI secolo, questi appuntamenti giostreschi, così come tutte le altre feste rinascimentali, subiscono una dettagliata regolamentazione. Anche la Chiesa ebbe un ruolo importante nella storia delle giostre e dei tornei. Il Concilio Lateranense II, nel 1139, aveva duramente messo al bando le giostre e i tornei negando ad- dirittura il diritto alla sepoltura nei luoghi consacrati a chi fos- se caduto durante uno di questi scontri. Quella non fu certo l’unica occasione in cui la Chiesa si espresse negativamente su questi eventi giacché le gerarchie ecclesiastiche deside- ravano convogliare le energie e gli sforzi militari dei cristiani, non certo nelle lotte di questi tra di loro, bensì, la cavalle- ria europea, avrebbe dovuto potenziare nelle crociate e negli sforzi militari in genere, la lotta contro gli infedeli. Nonostan- te la condanna della Chiesa, giostre e tornei continuarono a segnare i momenti di festa e di divertimento, anche se a causa dell’avversione di quest’ultima, col tempo, vennero ri- dimensionate. Occorre inine ricordare che nel XVI secolo, tali spettacoli, erano ormai largamente diffusi come occasioni di divertimento, anche presso la corte papale e numerose altre corti di autorità ecclesiastiche. Con l’attenuarsi della valenza competitiva e aggressiva, giostre e tornei assunsero quindi un carattere puramente spettacolare, rappresentando nelle feste uno dei numerosi intrattenimenti insieme a spettacoli più o meno complessi quali i banchetti di corte, brevi combattimenti o assalti a castelli, che potevano costituire divertenti diversivi. Nella seconda metà del Cinquecento si veriicarono alcuni 49
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