Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo
94 (nonché di una fastosa rappresentazione nelle tavole del Theatrum Sabaudiae ) 6 [ Fig. 1 ], mentre Vittorio Amedeo III avrebbe provveduto a un suo rifacimento completo a spese di tutte le province dello Stato. Sempre il Theatrum non mancava di raffigurare con adeguata celebrazione il tracciato eroico della strada reale della Crotte a Les Echelles 7 , in direzione di Lione, rivista nel 1670 per volontà di Carlo Emanuele II [ Fig. 2 ], sfidando – dice la lapide commemorativa – l’asprezza della montagna per offrire una strada più breve e più sicura, ai viandanti, ma soprattutto al commercio 8 [ Fig. 3 ]. Tuttavia era pur vero che altre diret- trici di fondamentale rilievo versavano in condizioni non ideali ancora proprio alla metà del secolo: la strada reale per Susa e il Moncenisio, di collegamento tra la capitale e la Savoia, era in cattivo stato, come non avrebbe mancato di segnalare l’abate Gougenot nel 1755, sorpreso da un violentissimo temporale, sicché aveva rischiato di essere trascinato a valle con tutto il suo equipaggiamento in un fiume di fango, memoria terribile che an- cora riecheggiava nei timori dell’astronomo francese de Lalande, in viaggio per l’Italia, al momento di avventurarsi sul medesimo tracciato 9 . Non andava meglio per la strada regia verso i valichi del Mons Poeninus (Gran San Bernardo, di collegamento con i cantoni sviz- zeri) e dell’ Alpis Graia (Piccolo San Bernardo, di connessione ancora con la Savoia) attra- verso lo strategico Ducato d’Aosta, il cui tracciato non meno difficile, soprattutto presso alcune strette alpine, richiedeva un evidente potenziamento. Ancora una volta le logiche del collegamento con gli Stati contigui e con i propri possedimenti si legano a interessi commerciali e di sfruttamento delle risorse del territorio nel programma che accompagna il progetto di revisione di questa dorsale viaria: con Carlo Emanuele III infatti, in partico- lare, sulla scorta di programmi che già avevano animato le riforme del padre, il primo re di Sardegna Vittorio Amedeo II, lo sfruttamento di boschi 10 , miniere e acque minerali o termali si intensifica e si trasforma in uno stabile servizio dello Stato, sotto la sorveglian- za degli intendenti regi e – per le miniere – del corpo d’artiglieria, lo stesso che avrebbe fornito i cartografi per la revisione della topografia delle terre 11 e gli ingegneri militari per la progettazione delle strade, con il cavaliere Nicolis di Robilant inviato a visitare tutte le 6 Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis, Pedemontii Principis, Cypri Regis , 2 voll., Apud Ioannis Blaeu, Amstelodami 1682 (detto semplicemente Theatrum Sabaudiae ), II – Pars Altera Illustrans Sabaudiam et caeteras ditiones Cis & Transalpinas, Priore Parte derelictas , tav. 67 raffigurante Saorgio (oggi Saorge) e la strada regia, con dettaglio della lapide scalpellata nella roccia ( Oppido Saorgii et Vie Regie a Carolo Emanuele I Constructe Geminus Prospectus ad Meridionem, & ad Occasum ). 7 Ivi, II, tav. 21 ( Le Grand Chemin Royal de la Crote ) con la lapide in onore di Carlo Emanuele II sulla medesima strada, tav. 22. 8 «Carolus Emanuel II Sabaudiae Dux, Pedem. Princ. Cypri Rex Publica Felicitate Parta. Singulorum Commodis Intentus Breviorem Securioremque Viam Regiam a Natura Occlusam Romanis Intentatam Caeteris Desperatam Deirectis Scopulorum Repagulis Aequata Montium Iniquitate Quae Cervicibus imminerant praecipitia Pedibus Substernens Aeternis Populorum Commercii Patefecit. Anno MDCLXX». 9 Joseph-Jerôme de L alande , Voyage d’un François en Italie fait dans les années 1765 et 1766 , chez Veuve Desaint, Paris 1786, p. 73. 10 Per queste risorse si veda: Archivio di Stato di Torino (ASTo), Riunite, Controllo Generale delle Finanze, Relazioni dei Signori Intendenti in Materia di Boschi , [seconda metà XVIII secolo], vol. II. 11 Paola S ereno , “Li Ingegneri Topograffici di Sua Maestà”. La formazione del cartografo militare negli stati sabaudi e l’istituzione dell’Ufficio di Topografia Reale , in Rinaldo Comba, Paola Sereno (a cura di), Rappresentare uno Stato. Carte e cartografi degli Stati sabaudi dal XVI al XVIII secolo , 2 voll., Allemandi, Torino 2002, I, pp. 61-102. CHIARA DEVOTI Fig. 4 La grande ricognizione carto- grafica ad opera di Tommaso Borgonio, cosiddetta “Carta di Madama Reale”, 1680, e relativa descrizione degli Stati (da: Tommaso B orgonio , Carta Generale de Stati di Sua Altezza Reale , 1680, BRT, n. 59/16). Su concessione del ©MiC - Musei Reali, Biblioteca Reale di Torino.
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