Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

92 Nonostante la complessità degli elementi che concorrono alla strutturazione del terri- torio (e in particolare al riconoscimento delle logiche storiche, sulla ‘geografia’ attuale) 1 , se riprendiamo le parole di Fernand Braudel secondo cui «tutte le immagini rievocatrici ed esplicative della vita economica sono immagini di movimento, immagini di strade» 2 , è indubbio che il reticolo infrastrutturale viario, nella sua complessità, che parte dalle stra- de regie, ma si innerva in segmenti di minore dimensione e importanza, fino a minuti sentieri e tratturi, rappresenti l’ossatura del controllo sul territorio. Questa strutturazione conosce una evidente complessificazione negli anni centrali dell’ Ancien Régime , poi con un programma di potenziamento – interrotto dalla brevità della gestione – in epoca napole- onica e quindi con una strenua ripresa con la Restaurazione, laddove scaturisce l’esigenza di un ulteriore processo di ammodernamento che lasci campo al sistema ferroviario. Stra- de ordinarie, strade ferrate, ma anche ovviamente guadi e ponti di attraversamento dei corsi d’acqua, porti fluviali e marittimi, stazioni di posta, sedi di pedaggio, si confermano dunque quale «palinsesto dinamico dell’abitare nella storia degli insediamenti» 3 . La viabilità di Antico Regime: organizzazione e provvedimenti per le strade regie Nonostante la descrizione a tinte fosche della situazione viaria del territorio sabaudo nel corso del XVIII secolo, delineata dalla fondamentale opera di Giuseppe Prato nel 1908, laddove pareva che non si potessero annoverare che strade malagevoli e dalla percor- ribilità solo stagionale 4 , va annotato come nel programma di riordino dell’intera strut- tura dello Stato – iniziato da Vittorio Amedeo II e portato a compimento dal figlio Carlo Emanuele III e dal nipote Vittorio Amedeo III – nonché a seguito delle nuove acquisizioni successive al trattato di Aquisgrana (1749, territori di destra del Ticino, dal Novarese alla Lomellina, e all’Oltrepò tortonese e vogherese), «alla nuova misurazione delle terre, anti- che come di nuovo acquisto, e alla estesa applicazione della catastazione per la revisione fiscale, si associ la razionalizzazione dei tracciati viari e la perfetta definizione delle in- combenze di mantenimento e di controllo» 5 . Se dunque, ancora nelle parole di Prato, «a mezzo il secolo XVIII il Piemonte non aveva, può dirsi, una sola strada la cui sicurezza e praticabilità in ogni stagione potesse dirsi accertata», egli stesso doveva riconoscere che alle medesime vie di comunicazione ve- nisse accordata un’attenzione via via crescente, tanto che la fondamentale dorsale verso Nizza, per il colle di Tenda, che collegava la capitale, Torino, al porto militare di Villefranche e a quello commerciale della città costiera, rappresentando l’unico sbocco al mare per i Savoia, era oggetto di continue revisioni sin dall’amministrazione di Carlo Emanuele I 1 Quella struttura storica della città e del territorio messa in luce a inizio degli anni Ottanta del secolo scorso dalla scuola torinese legata a Vera Comoli in parallelo con la revisione in corso degli strumenti urbanistici di governo territoriale. Si veda P olitecnico di T orino , D ipartimento C asa - città , Beni culturali ambientali nel Comune di Torino , 2 voll., Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino, 1984, I, Introduzione . 2 Fernand B raudel , Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II , Einaudi, Torino 1953, p. 349, citato in apertura da Giulio G uderzo , Vie e mezzi di comunicazione in Piemonte dal 1831 al 1861. I servizi di posta , Museo Nazionale del Risorgimento, Torino 1961. 3 Chiara D evoti , Vittorio D efabiani , La macrostruttura storica del territorio: invarianti e trasformazioni dalla fine dell’ Ancien Régime al Secondo Dopoguerra , in Cristina Natoli (a cura di), L’identità di un territorio. Interpretare il paesaggio per un progetto di valorizzazione , L’Artistica, Savigliano 2012, pp. 19-32 e in specifico p. 20. 4 Giuseppe P rato , La vita economica in Piemonte amezzo il secolo XVIII , Società Tipografica-Editrice Nazionale, Torino 1908. 5 D evoti , D efabiani , La macrostruttura , cit, p. 20. CHIARA DEVOTI

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