Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

83 La città di Sassari nel 1829 aveva una popolazione di 20.178 abitanti, i quartieri popolari come Sant’Apollinare e San Donato avevano la percentuale maggiore di case basse e un notevole affollamento di persone e animali 11 . La copia del disegno del piano venne inviata al viceré in data 12 agosto 1829 12 . Il piano Cominotti nacque in poco tempo tanto da mo- strare un concetto di città in itinere, da approfondire ulteriormente. Il viceré il 1° maggio 1830 rigettò completamente il progetto 13 . L’architetto cuneese ricevette l’incarico dall’arcivescovo di progettare la risistemazione della facciata del palazzo arcivescovile di Oristano, progetto redatto in data 10 ottobre 1829. Dalla fine del 1829 fino ai primi del 1830 il Cominotti soggiornò a Oristano, dove mons. Giovanni Maria Bua, l’arcivescovo della città, gli commissionò la direzione dei lavori del progetto dell’ala occidentale del seminario arborense. L’incarico, conferito ai primi del 1829, si concretizzò nel Progetto 14 e nella relativa Perizia di stima 15 . Nella vecchia ala la so- luzione era quella di un grande camerone su cui si affacciava una fila di camerette, nel suo progetto Cominotti adottò la soluzione alla Cappuccina , cioè due file di camerette singole con al centro un largo corridoio centrale che fungeva da sala da studio e di ricreazione. Il Cominotti venne altresì incaricato di progettare due cappelle all’estremità del transet- to della cattedrale di Oristano, lavori che dovevano essere finanziati con il lascito testa- mentario del canonico Luigi Tola di Solarussa, morto nel 1829. Se si rileggono unitaria- mente i progetti ideati dal Cominotti durante la sua permanenza a Oristano, ne emerge l’intima convinzione che lo animava e che condivideva con il committente, mons. Bua, rivolta al cambiamento della mentalità conservatrice della città e dell’affermazione del classicismo. Nel 1830 Cominotti venne richiamato nella sede di Cagliari. L’ultima opera dell’architetto in Sardegna fu il progetto del teatro civico di Cagliari. L’iter per la predisposizione degli elaborati grafici del teatro, che doveva ristrutturare il vecchio teatro Zapata, fu partico- larmente osteggiato dal Magistrato civico di Cagliari16. Il 27 ottobre del 1831 furono presentati i Disegni per il ristauro e la rimodernazione del Regio Teatro di Cagliari corredati da una relazione. Notevoli furono le difficoltà incontrate nella progettazione, fra tutte la mo- difica dell’ubicazione dell’ingresso; la scelta cadde sul casino dei nobili situato fra la porta e la torre detta dell’Aquila e la discesa a porta Cagliari. La ristretta facciata del casino dei nobili fu modificata introducendo all’ingresso due colonne doriche lisce « che – scrive il Cominotti – per maggior decoro e solidità dovrebbero essere di marmo, e le spinsi nello spes- sor del muro affinché non imbarazzassero la via per il giro delle carrozze » 17 . Il dislivello fra il piano della contrada e quello della platea era di un metro e settanta centimetri, tanto da richiedere una scalinata di 10 scalini definita maestosa dallo stesso progettista. Data la ristrettezza dell’area la curva della platea fu modificata passando dalla forma a U a quella a ferro di cavallo. Il 30 marzo 1832 fu presentato dal Cominotti il Nuovo progetto di ristauro ed ingrandimento del Regio Teatro di Cagliari , contenente la nuova pianta 18 . 11 Per analizzare la situazione dei vari quartieri della città nel 1829 cfr. P azzona , Giuseppe Cominotti , cit., p. 83, tab. n° 2. 12 Archivio di Stato di Torino (d’ora in poi ASTo), Paesi, Sardegna, Gremi, Affari diversi, 1835-1847. 13 ASCA, S.S., II serie, vol. 255, cc. 711r-716v. 14 Archivio Storico del Seminario di Oristano (d’ora in poi ASSAOR ), f. 754, tavv. n° 2-8, Progetto dell’ampliazione e rialzo del Seminario di Oristano , Sassari 18 febbraio 1829. 15 ASSAOR, f. 951, n° 5, Perizia di stima dell’ampliazione e rialzo del Seminario di Oristano . 16 Giuseppe P azzona , Giuseppe Cominotti architetto , cit., pp. 134-144. 17 Archivio Storico del Comune di Cagliari ( d’ora in poi ASCCA), Carte Cima, fald. I, b. II, fasc. 36, c. 1r. 18 ASCCA, Fondo cartografico, Edifici Pubblici, G2. GIUSEPPE COMINOTTI ED ENRICO MARCHESI: DUE TECNICI PIEMONTESI AL SERVIZIO DELLA SARDEGNA

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