Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

52 le e occidentale dell’isola fino ai porti principali della regione 8 . Dopo un primo rapido sopralluogo nel 1820, Carbonazzi torna in Sardegna nel 1821 dove conduce un’escursione per lo studio dell’isola, accompagnato dai fidati colleghi Musso, Cerruti e Dervieux, un cavallo per ciascuno, una piccola scorta armata e un interprete. Entrato presto in confidenza con le comunità locali, Carbonazzi lascia la sua scorta e pro- segue l’escursione seguendo le indicazioni stradali desunte dalla Carta di Sardegna detta di Padre Napoli 9 . Questa, «[…] poco esatta in verità, ma più esatta fra tutte (vero portento geografico pel modo con cui fu fatta) », era stata realizzata con metodi empirici e ricavava le distanze tra le principali località sulla base del tempo impiegato a cavallo per rag- giungerle 10 . Nonostante le carenze della Carta, Carbonazzi riesce a condurre un sopralluogo effi- cace, gestito come le ricognizioni militari operate su vasti territori con poco tempo a disposizione. A questa attenzione geografica e territoriale, Carbonazzi affianca una grande conside- razione storica ed epigrafica per i luoghi 11 . Esprime infatti la volontà di far coincidere il sedime delle nuove strade con quelle dei progettisti romani come modo per garantire autorevolezza alla sua proposta e designarsi al pari dei grandi progettisti del passato. Una corrispondenza che segnala come « singolare combinazione » che pare essere piutto- sto un’astuta mossa mediatica 12 : Carbonazzi si pone pubblicamente in relazione con la cultura del suo tempo, sensibile al repertorio storico classico e alle imprese dei romani (il re Carlo Felice in primis ), ma non esita a riproporre e ridisegnare nuovi percorsi territoriali di fronte a nuove ragioni e al modificarsi delle condizioni politiche, forte di rinnovati stru- menti tecnici e infrastrutturali. Da questo ampio quadro di studi e riferimenti scaturisce il nuovo disegno della viabilità sarda. 8 Il progetto suddivide le arterie viarie sarde in Reali e Provinciali. L’unica Strada Reale e quella da Cagliari a Porto Torres, passante per Oristano e Sassari. Su quest’arteria definita “centrale”, sebbene sviluppata più sul versante occidentale dell’isola, si connettono le strade provinciali che si ramificano verso le coste, passando per altri centri urbani di rilievo come Iglesias, Bosa, Alghero e Terranova (oggi Olbia). La planimetria generale della nuova rete stradale sarda è allegata alla pubblicazione Sulle operazioni stradali di Sardegna del 1832 ( C arbonazzi , Sulle operazioni stradali , cit., Tav. I). Un’interessante bozza preparatoria è conservata in ASAl, Archivio Carbonazzi, s. II, 3,1 – Acque, Mulini di Felizzano, fald. 6, f. 4. 9 Cfr. C arbonazzi , Sulle operazioni stradali , cit., p. 11. La cartografia più recente di cui poteva dotarsi Carbonazzi era stata realizzata nel primo Ottocento da Padre Tommaso Napoli che la portò a compimento nel 1808. Successivamente revisionata da Giovanni Antonio Rizzi-Zannoni, geografo della corte napoletana, era stata incisa per mano di Domenico Guerra e quindi pubblicata nel 1811. Cfr. Nuova Carta dell’Isola e Regno di Sardegna. Opera del R.P. Tommaso Napoli delle Scuole Pie, Collegiato dell’Università di Cagliari e del Cavaliere Rizzi Zannoni Direttore del Burò Topografico della Guerra presso S.M. il Re delle Due Sicilie , 1811. 10 Cit. C arbonazzi , Sulle operazioni stradali , cit., p. 11. La costruzione della carta era stata effettuata secondo un sistema di triangolazione di percorsi a cavallo, effettuati dallo stesso Padre Napoli o a lui riferiti da collaboratori. Nonostante l’utilizzo di un metodo non scientifico, Padre Napoli ottenne comunque il minor grado di imperfezione tra tutte le carte prodotte fino ad allora. Cfr. Ivi, pp. 51-52. 11 Si veda in particolare la n. 7 Sulle strade Romane e la n. 8 Sulla corrispondenza del nuovo sistema stradale colle romane carreggiate in C arbonazzi , Sulle operazioni stradali , cit., pp. 61-78. 12 La caratura « romana » di cui Carbonazzi riveste l’intera operazione coglie favorevolmente l’opinione pubblica e quella degli alti dignitari di corte. Significative in tal senso, come caso emblematico tra i tanti riscontri, le lodi del marchese Charles de Saint-Severin, attache allo statomaggiore del Marchese d’Yenne. Cfr. Charles de S aint S everin , Souvenirs d’un sejour en Sardaigne, pendant les annees 1821 et 1822, ou notice sur cette île , Lyon, 1827, trad. a cura di Giorgio Pellegrini, Edizioni della Torre, Cagliari 2019. Ringrazio Giorgio Pellegrini per la segnalazione. STEFANO MAIS

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