Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

42 notevole preparazione, doti organizzative e mezzi di produzione inediti. Nel 1803, Ramelli è impegnato nella rampa stradale di Scala di Giocca, mentre, nella stessa Sassari, dirige onerosi lavori nel Noviziato dei Frati Carmelitani, nel convento di Santa Maria di Bètlem e nel palazzo del mercante ligure Giovannino Depelo. Sullo scorcio del Settecento, il costruttore ha diretto la fabbrica della parrocchiale di Ortueri, entrando in rotta con gli abitanti del villaggio, ma suscitando l’apprezzamento delle autorità, le quali, definendolo Ingegniere , ne lodano lo zelo, per aver lavorato « come un altro artigiano », a dimostrazione di un percorso formativo e professionale inconsueto, distante dal modello tradizionale del capomastro di bottega. Troviamo puntuale conferma in una richiesta dell’Intendenza Generale tesa ad ottenere, per l’imprenditore, l’incarico di sovrastante nei quadri dell’Azienda di Ponti e Strade. Secondo il documento, redatto nel primo Ottocento, Ramelli: «di Nazione milanese e domiciliato da 26 anni circa in questa Città di Sassari si da l’onore di rappresentare aV(ostra) A(ltezza) R(eale) (…) tanta fu l’accettazione che ebbero la sorte di incontrare presso il pubblico i di lui lavori non solo nella semplice arte di Muratore, ma eziando in produrre, e fare dei diversi disegni, tutto secondo le regole geometriche, delle quali fece uno studio in terraferma, che se ne prevale sempre il Governo in quasi tutte le opere pubbliche, che si sono fatte indetta Città. Ed infatti prestò egli la sua assistenza nella costruzione dello Stradone, che conduce a Porto Torres sotto la direzione dell’Ingegniere Mercandini, come anche nell’altro di Scala di Ciocca» 18 . Giovanni Ramelli appartiene ad un folto gruppo di professionisti lombardi e luganesi attivi nelle fabbriche del nord Sardegna nei primi decenni dell’Ottocento, per i quali l’appellativo di costruttore pare riduttivo. In anni più vicini all’opera di Carbonazzi, appartengono all’interessante cerchia, Giuseppe Soldati, primo appaltatore della fabbrica parrocchiale di Orani, protagonista anch’egli di un contenzioso con gli abitanti locali, ed Eugenio Somazzi, costruttore del rinnovato Municipio di Sassari, con annesso teatro, e della chiesa della Beata Vergine della Consolata a Porto Torres, su disegni del progettista cuneese Giuseppe Cominotti 19 . Matura, forse, tra queste fabbriche e imprese la vicenda familiare dei sassaresi Fogu, affidatari di un sorprendente novero di opere nella Sardegna preunitaria tra cui la costruzione della Strada Reale tra Cagliari e Iglesias. Il capostipite, Salvatore, è il primo a cimentarsi nel panorama edilizio turritano tra Sette ed Ottocento, ma saranno i figli Proto, Vittorio, Giuseppe Luigi e Giovanni i fautori di un salto qualitativo decisivo e della diversificazione dell’azienda familiare. Di Proto e Vittorio, per altro, le carte svelano i trascorsi romani, per ragioni e in tempi al momento incerti 20 . L’efficace organizzazione interna, la capacità di fronteggiare, senza apparenti scossoni, le immancabili contese giudiziarie, il possibile impiego di nuove e più sofisticate macchine da cantiere conferiscono a queste imprese di inizio Ottocento bagliori di una contemporaneità in seguito magistralmente incarnata da Giovanni Antonio Carbonazzi e dal gruppo di progetto della Strada Reale. 18 ASCa, Reale Udienza, Cause Civili, Pandetta 54/55, Busta 1052, Fascicolo 11131. 19 ASCa, Regia Segreteria di Stato e Guerra, Serie II, Busta 558 (Materie Ecclesiastiche). P azzona , Giuseppe Cominotti cit., pp. 61, 67. 20 ASCa, Reale Udienza, Cause Civili, Pandetta 54/55, busta 141, fascicolo 1893; busta 261, fascicolo 3290. MARCELLO SCHIRRU

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