Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

40 si profilano due correnti di pensiero: l’una favorevole al percorso antico, attraverso il villaggio e il ponte di Fordongianus; l’altra alla direttrice per Oristano, città regia e sede arcivescovile, con un comparto agrario in piena espansione. È, dunque, un compito improbo quello di Giuseppe Gerolamo Moya, condizionato dalle distanze interne alla regione, dall’asprezza del territorio e dall’esigenza di coordinare più progetti in contemporanea. Rispetto a Giuseppe Viana, infatti, il funzionario delinea anche il tracciato della Strada di Levante : in realtà una dorsale mediana fra Cagliari e Tempio, attraverso le Barbagie e il massiccio del Gennargentu. I sopralluoghi in questi territori impenetrabili confluiscono in una nuova carta, disegnata dal fidato assistente Giovanni Antonio Maina, per altro copia aggiornata di una mappa delineata oltre quarant’anni prima dall’ingegnere Carlo Craveri, ma sferrano il colpo di grazia al progettista, deceduto a Fonni, paese più alto della Sardegna, il 18 dicembre 1789 12 . L’ambizioso progetto della Strada Reale si arena con la morte di Moya e nel timido tentativo di ripresa affidato al collaboratore Maina. Gli stravolgimenti politici internazionali e le ingenti risorse necessarie pongono un repentino freno all’iniziativa: secondo una stima del 1791, il costo della sola Strada di Ponente , la meno impegnativa sotto il profilo economico, ammonterebbe alla ragguardevole somma di 382.226 scudi 13 . Essendo impossibile fronteggiare la spesa, le autorità limitano gli investimenti al restauro di alcuni ponti e tratti stradali. Ciononostante, la direzione tecnica di Giuseppe Gerolamo Moya ha prodotto risultati interessanti, per l’annoso dibattito relativo al percorso e la stesura di cartografie aggiornate. Il grande progetto stradale riprende quota nell’ultimo lustro del Settecento e, col nuovo secolo, acquista tutt’altro spessore organizzativo; è bene ricordare le mutate condizioni politiche, con la Corte sabauda residente in Sardegna dal 1798. Il coordinamento tecnico ricade ora sul giovane capitano d’Artiglieria Vittorio Pilo Boyl di Putifigari, primo responsabile delle fabbriche statali della Sardegna a cavallo fra i due secoli e membro di un’antica famiglia aristocratica. Da alcuni anni, il progettista dirige importanti opere nelle strade secondarie del regno; le tavole di corredo mostrano tutta l’approssimazione con cui, ancora nel Settecento finale, si naviga in simili interventi, talvolta affidati alla cura grafica di semplici capomastri locali [ Figg. 4-5 ]. I limiti paiono ampiamente superati nei carteggi ottocenteschi prodotti dallo stesso Pilo Boyl, a denotare un chiaro percorso di maturazione, formativo e culturale, intrapreso durante gli anni di servizio [ Fig. 6 ]. Nel progetto della Strada Reale, il marchese Pilo Boyl è coadiuvato da una personalità di alto profilo: Leonardo de Prunner, capitano dei Cacciatori Esteri, entomologo emineralista, cui è affidata la direzione tecnica nel Sassarese. L’intellettuale tedesco 14 critica le opere avviate dal direttore Moya e dal misuratore Maina lungo la Scala di Giocca, a suo dire ignare dei recenti sviluppi dell’ingegneria stradale, per i quali porta interessanti confronti con le grandi opere nei crinali appenninici 15 . 12 ASCa, Fondo Floris Thorel, Serie II (Dono dell’Ingegner Floris Thorel), s.d.. Si vedano, per l’opera di Moya in Sardegna, anche: Salvatore M oreddu , Le strade in Sardegna, tra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento , Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello (Pg) 2021; Annalisa P oli , Sandro R oggio , Gli architetti del re. Iconografie fra Sette e Ottocento , Agave Edizioni, Sassari 2013. 13 ASCa, Regia Segreteria di Stato e Guerra, Serie II, busta 1383 (Lavori Pubblici - Strade Reali), doc. 8 aprile 1800. 14 Nel 1810, de Prunner indirizza una lettera a Thomas Jefferson, appena reduce dal doppio mandato come terzo presidente degli Stati Uniti, col quale intende avviare un dialogo epistolare a carattere scientifico. Come direttore del gabinetto mineralogico di Cagliari, de Prunner invia a Jefferson diversi esemplari mineralogici della Sardegna. Thomas J efferson , The papers of Thomas Jefferson, Retirement Series , II, J. Jefferson Looney (a cura di), University Press, Princeton 2005, pp. 297-298. 15 ASCa, Regia Segreteria di Stato e Guerra, Serie II, busta 1383 (Lavori Pubblici – Strade Reali), doc. 28 febbraio 1802. MARCELLO SCHIRRU

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