Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

34 MARCELLO SCHIRRU L’inaugurazione del cantiere della Strada Reale tra Cagliari e Porto Torres, il 6 aprile 1822, è, per il Regno di Sardegna, un evento di portata epocale, con notevoli ripercussioni nei settori delle grandi infrastrutture e dell’edilizia 1 . La cultura politecnica di Giovanni Antonio Carbonazzi, coordinatore del progetto, e della squadra di collaboratori segna un salto qualitativo nel concetto stesso di processo costruttivo: l’ideazione e la gestione della fabbrica, riservate ad una cerchia ristretta di attori, cedono il passo a gruppi di lavoro allargati, gerarchici e strutturati, coadiuvati dalla specializzazione crescente delle imprese esecutrici. La probabile disponibilità di nuove macchine da cantiere e le responsabilità nei confronti di un Ufficio superiore, il Genio Civile, differenziano la compagine guidata da Carbonazzi dai tradizionali maestri di bottega, per i quali è indissolubile il connubio tra cultura artigianale, familiare e corporativa. Attribuire, però, al cantiere della Strada Reale il primo rinnovamento in chiave contemporanea del mercato edilizio sardo sarebbe un errore. Dietro la grande opera si nasconde la compiuta applicazione di nuovi saperi, legati all’ambito del progetto e dell’esecuzione, ma non il primo approccio ad essi. Abbiamo al riguardo chiare testimonianze nei piani di infrastrutturazione di fine Sette e primo Ottocento; proposte tendenzialmente effimere, condizionate dall’errata lettura e rappresentazione del territorio e dall’acerba applicazione di scienze nuove, come la Topografia, ma via via tangibili sotto il profilo della concreta attuazione. Carbonazzi perfeziona, quindi, connette, e modella tronchi stradali preesistenti, ma incompiuti. Egli elimina, con competenza e pragmatismo inimmaginabili, gli ostacoli imposti da una natura avversa ed indomabile: si pensi alle bonifiche del Medio Campidano e dell’Oristanese, agli attraversamenti fluviali o agli imponenti rilevati alla base delle nuove rampe stradali: uno su tutti il declivio di Scala di Giocca, alle porte di Sassari. Di un ‘rapido’ e moderno collegamento tra i due capi della Sardegna, si dibatte almeno dall’ultimo ventennio del Settecento, con una progressiva evoluzione di pensiero e soluzioni, rivelatesi però aleatorie. Il 16 gennaio 1761, la Segreteria di Stato e Guerra del Regno di Sardegna redige un’istruzione indirizzata alla Direzione delle Strade, riservata alle Provincie de’ Stati di qua dal Mare e alle Province di nuovo acquisto : il documento fornisce, quindi, precise indicazioni sulle ispezioni nei territori subalpini, ma esclude la parte insulare del regno, corrispondente a circa metà della sua estensione. Con tutta probabilità, il Governo intende emanare una legislazione specifica per la Sardegna, nella consapevolezza delle precarie condizioni stradali della regione. Dopo tutto, la materia attiene al Ministero per gli Affari di Sardegna, dicastero guidato dal funzionario Giovanni Lorenzo Bogino, preposto all’amministrazione dell’isola, con il quale si verificherebbe un’indelicata sovrapposizione di competenze. L’istruzione della Segreteria di Stato e Guerra denota, però, l’atteggiamento generale verso il tema delle strade, presto applicato al contesto isolano: sono le politiche fiscali a guidare l’azione di Governo, col dichiarato intento di determinare il contributo delle singole comunità alla realizzazione dei rispettivi segmenti viari 2 . D’altra parte, il primo aspetto da riformare è la stessa organizzazione politica del territorio sardo; pensare di investire ingenti risorse senza un’efficiente amministrazione locale sarebbe una scelta azzardata per le regie finanze. 1 Per il profilo biografico e professionale di Giovanni Antonio Carbonazzi e dei suoi collaboratori, si rimanda ai saggi degli studiosi Stefano Mais e Giuseppe Pazzona, pubblicati all’interno del presente volume, e ai loro precedenti contributi: Stefano M ais , Ponti, strade e opere pubbliche. Giovanni Antonio Carbonazzi (1792-1873) ingegnere nel Regno di Sardegna , Lapislocus, Steinhauser Verlag, Wuppertal 2020; Giuseppe P azzona , Giuseppe Cominotti (1792-1832), architetto e pittore , Carlo Delfino Editore, Sassari 2011. 2 ASCa, Regia Segreteria di Stato e Guerra, Serie II, busta 1383, doc. 16 gennaio 1761.

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