Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo
ARISTANA 16 Strade sopra altre strade Il viaggio lungo la strada prescelta si svolge in questo numero lasciando spazio ai futuri approfondimenti che potrebbero leggere ulteriori aspetti delle strade e della storia, quelli che di certo potrebbero rinforzare la comprensione delle grandi potenzialità dei territori e delle loro risorse, in particolare quelle che oggi chiamiamo culturali. Tante strade, le une sopra le altre o a fianco a quelle più antiche, sono state tracciate da nord a sud per collegare l’isola, altre da est a ovest, così come altre sono state tracciate per collegare le diverse parti della penisola o dell’Europa. Quella particolare linea di ricerca detta “archeologia delle strade”, inaugurata da Elisabetta De Minicis e Enrico Guidoni, le studia in una proficua collaborazione tra storici, architetti, archeologi e archivisti 3 . Le molte domande che possono ora sorgere invitano gli studiosi a non fermare le proprie ricerche. Quali strade si percorrevano per attraversare la Sardegna prima che i romani lo facessero con la via a Karalibus Turrem ? Quali erano le strade puniche o quelle del popolo dei nuraghi? In che modo nel tempo dei Giudici, nei secoli intorno all’anno mille, fino al più documentato Sette-Ottocento si tracciavano e si organizzavano i trasporti lungo le strade? Alcune riposte sono state accennate in documenti, come quello che nel 1316 parla della Bia de Carros , obbligatoria per i carrettieri in viaggio tra Sassari e Porto Torres rispetto ad altre strade che afferivano al tempo giudicale. Studiosi come Attilio Mastino, così come Barbara Fois, hanno studiato aspetti documentari e di altri luoghi che rimandano al mondo bizantino, come la bia de Grecos o bia Grechisca . A Mastino si devono, pur sulla scia di importanti tradizioni di studio, determinanti interpretazioni sulla viabilità romana dell’isola. In effetti proprio la struttura romana non sempre viene compresa nelle epoche successive e, a volte sorprendentemente, viene ripresa spesso solo sul piano del generale orientamento topografico. La caduta di uno o più ponti, l’impaludamento di una valle, la perdita del controllo politico di una subregione, portano nel tempo all’abbandono di interi tratti, talvolta noti, disegnati quali “ruderi” nel territorio e trascurati proprio da chi progetta e disegna nuovi e autonomi assetti. A questi tracciati se ne sostituiscono altri evidentemente più sicuri o convenienti, lungo le fasi medievali spesso memori del prestigio derivante dall’avere su di sé numeri che ricordano miglia, in Sardegna il quattro, il sei, il sette, l’otto, il dieci, attribuiti a centri non necessariamente romani. Eppure, come evidenziato in un mio studio di qualche anno fa sulla antica viabilità attorno a Cagliari, direttrici antiche sopravvivono in aperta campagna, caratterizzate sia dalle perfette direzioni territoriali rettilinee, sia da toponimi importanti. Tra questi Bia Manna , Bia Serra , Serra Manna , nel fondovalle, rivalutano il termine serra nel suo significato medievale di strada importante, segnato nelle carte ottocentesche con gli attributi di perdosa , beccia (vecchia), secca (sicura da impaludamenti), longa , in Sardegna come in più lontani contesti territoriali di pianura 4 . Del resto troppo spesso si immaginano gli antichi romani quali ultimi detentori della pianificazione delle strade, trascurando il portato medievale e delle epoche successive. 3 Elisabetta D e M inicis (a cura di), Archeologia delle strade. La viabilità in età medievale: metodologie ed esempi di studio a confronto , Atti del convegno nazionale, Viterbo-Roma, 3-4 dicembre 2009, in Museo della Città e del Territorio, N.S., n. 2, Edizioni Kappa, Roma 2012, con un contributo sulla Sardegna di Marco C adinu , Le strade medievali nel territorio periurbano tra continuità con l’antico e ridisegno moderno dei tracciati , pp. 161-182. 4 Ibidem. I dem , I monumenti e le loro strade: per una nuova geografia culturale delle città e del paesaggio periurbano. Una rete di itinerari tra Cagliari, Santa Maria di Sibiola, Sant’Efisio di Nora... , in Itinerando. Senza confini dalla preistoria ad oggi. Studi in ricordo di Roberto Coroneo , a cura di Rossana Martorelli, Morlacchi, Perugia 2015, pp. 891-913.
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