Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo
130 Fig. 2 Sardara, parrocchia della Beata Vergine Assunta. Esterno (foto: Stefania Usai). sola navata con sette altari, ma poco adornata e fornita. Vedonsi due sole sculture, che abbiano qualche merito, il simulacro della titolare e quello di S. Bartolomeo. Le chiese minori sono tre nel paese e dedicate, una a S. Gregorio, l’altra a S. Anastasia, la terza a S. Antonio: le due prime sono di antica struttura. Nella campagna trovasi presso le terme quella di S. Maria delle Acque […]. Non essendosi ancora formato il camposanto serve in sua vece l’antico cemiterio, attiguo alla parrocchia, che resta a un lato del paese» 17 . La scomparsa dell’antico cimitero e della tomba ha causato probabilmente qualche dif- ficoltà nella formulazione delle ipotesi di collocazione del monumento funebre, talvolta messo erroneamente in relazione con la parrocchia di Sant’Antonio di Padova 18 . Allo stato attuale delle conoscenze, la sepoltura e la relativa epigrafe funeraria risulta- no disperse in un momento imprecisabile 19 e desta sorpresa l’improvvisa ricomparsa del frammento marmoreo a più di cinquanta chilometri di distanza dalla sua sede originaria. Nei giorni immediatamente successivi a quello del recupero del manufatto furono con- dotti, da parte degli agenti della Polizia Municipale, ulteriori accertamenti nelle strade del quartiere Marina. Le ricerche, però, non consentirono di acquisire dei dati che potessero far risalire al luogo di provenienza del reperto e ai responsabili del suo abbandono. Il rinvenimento della lastra fu comunicato ai funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna che, agli inizi del mese di gennaio del 2021, dopo aver preso visione dell’epigra- fe, ne riconobbero il valore storico e culturale. Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, informato dei fatti, escluse la provenienza furtiva dell’opera e verificò l’assenza di denunce o segnalazioni relative al marmo. Le ulteriori ricerche poterono continuare ad essere condotte autonomamente dalla Polizia Municipale di Cagliari 20 . Allametà del mese di febbraio, venne effettuato da parte di chi scrive un sopralluogo presso la chiesa sardarese della Beata Vergine Assunta [ Fig. 2 ] 21 . Il Parroco, a cui erano note le vicende del Maréchal, rivelò di non avere contezza dell’originaria collocazione della tomba né del mo- mento in cui essa fu smantellata o rimossa dall’interno dell’aula o dalle sue pertinenze. A suo dire, la tradizione locale voleva che un elemento decorativo appartenuto al monumento funebre si fosse conservato all’interno della cappella delle Anime o del Purgatorio [ Fig. 3 ]. 17 Vittorio A ngius , Città e villaggi della Sardegna nell’Ottocento. Pabillonis-Zuri, ried. a cura di Luciano Carta, Ilisso, Nuoro 2006, pp. 1398-1399. 18 Si vedano, ad esempio, le seguenti pagine web: https://www.polomusealemasullas.it/cavalieridellecolline/ architettura-2/sardara/ e http://www.lamiasardegna.it/sardara.htm . 19 Si ringrazia per le preziose informazioni il dott. Roberto Ibba, già direttore del Centro Studi e Ricerche sulla storia del Parte Montis e consigliere comunale di Sardara. Lo studioso, ricercatore nell’ambito della storia moderna e contemporanea e Cultore della materia presso l’Università degli Studi di Cagliari, profondo conoscitore delle vicende storiche sardaresi (Roberto Ibba, Sardara , Carlo Delfino Editore, Sassari 2017), ha confermato come la notizia che vuole il monumento funebre all’interno della parrocchia di Sant’Antonio di Padova sia del tutto priva di fondamento. 20 Si coglie l’occasione per ringraziare il dott. Mario Delogu, Comandante del Corpo fino al 31-07-2021, il dott. Guido Calzia, Comandante del Corpo dal 01-09-2021, e la dott.ssa Antonia Fresu, Funzionaria con il grado di Maggiore, responsabile della Sezione Centro-Storico-Sant’Avendrace fino al 01-11-2021, per aver consentito a chi scrive di approfondire lo studio del manufatto marmoreo. 21 Si esprime la più sincera gratitudine verso don Stefano Mallocci per la disponibilità dimostrata e per le utili informazioni. CLAUDIO NONNE
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