Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

118 FRANCESCO RUOCCO La Strada Statale 131, la ‘Carlo Felice’, è la principale arteria di collegamento tra il Nord e il Sud della Sardegna. Un’opera di oltre duecentotrenta chilometri che attraversa moltissi- mi territori dell’Isola, che da due secoli collega piccoli e grandi centri, assolvendo quotidia- namente alla domanda di mobilità di migliaia di persone. La strada è nata nel 1822 e da quasi cento anni, precisamente dal 1928, la sua storia si è incrociata con quella di ANAS. Il 1° luglio di quell’anno viene, infatti, istituita un’azienda statale a cui vengono affidate le principali arterie stradali che in quel momento fanno parte della rete italiana. L’Azienda Autonoma Statale della Strada 1 , AASS così come viene denominata all’epoca, è l’antenata di ANAS e prende in consegna oltre 20 mila km di strade. In tutto 137 arterie che da quel momento prendono la denominazione di ‘Strada Statale’. Tra queste viene inserita al 131º posto la strada Reale. È questa un’epoca di grandi evoluzioni nel panorama infrastrutturale del Paese. Grazie al genio di Pietro Pulicelli, in Italia, nel 1924 era stata realizzata la prima autostrada al mondo per i soli veicoli a motore, l’‘Autostrada dei Laghi’. Nel solco di questa volontà di modernizzare le infrastrutture viarie, l’AASS viene concepita come un organismo auto- nomo, ispirato a istituzioni simili presenti in altre parti del mondo, come l’inglese Road Department e l’americano Bureau of Public Roads , con il compito di gestire, manutenere e riparare le strade. L’azienda all’epoca era presieduta dal Ministro dei Lavori Pubblici. Per ogni regione furono istituiti uffici compartimentali che comprendevano più province. In questo la Sardegna rappresentava evidentemente un sistema ben definito, dal momento che la sua condizione di insularità la inquadrava in un cotesto territoriale specifico. Quando la Strada Statale 131 2 entra a far parte della rete di competenza dell’AASS prende inizialmente il nome di ‘Arborense’ e non comprende l’itinerario originale tra Cagliari e Porto Torres. Questa arteria ha un percorso limitato che da Cagliari passa per Monastir, prosegue fino a Sanluri e termina all’innesto con la Strada Statale 126, fra Oristano e Ter- ralba. La nascita dell’Azienda Autonoma specializzata nelle strade consente subito l’avvio di una serie di attività di manutenzione che permettono di gestire in modo moderno la strada. La statale 131 viene inserita in un piano di manutenzione e sorveglianza secondo gli standard dell’epoca, monitorati da un ufficio compartimentale con sede a Cagliari. Ma come era fatta la ‘Carlo Felice’ tra la fine degli anni ‘20 e l’inizio degli anni ’30 del se- colo scorso? Per la quasi totalità il piano viabile era costruito con il metodo macadam 3 , che prevedeva la pressatura di pietrisco. Si trattava di una tecnica considerata già all’epo- ca ampiamente superata o comunque non adatta al traffico dei mezzi motorizzati. Dal- la metà degli anni ‘30, in piena retorica autarchica, cominciano le sperimentazioni di un metodo differente, che consisteva nel modificare le massicciate di macadam adottando la tecnica della polvere d’asfalto fluidificata con bitume, in modo da conferire un eleva- to grado di impermeabilità superficiale ed una maggiore durabilità piano viabile. Queste nuove metodologie adottate in quegli anni sono il frutto dell’opera di ricerca degli inge- gneri dell’AASS. In quegli anni i tecnici italiani sperimentano numerose miscele di asfal- ti superficiali, a cominciare dagli asfalti artificiali, ottenuti da conglomerati bituminosi e catramosi, fino agli asfalti compensati, ricavati dal trattamento con solventi di polvere di bitume. Tutte tecniche, queste, che sono utilizzate in questi primi anni sulla statale 131. 1 Istituita con legge L. 17 maggio 1928, n. 1094 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 127 del 31 maggio 1928. 2 Il numero della statale corrisponde alla posizione 131 delle 137 strade della rete italiana affidate ad AASS. 3 Metodo che prende il nome dall’ingegnere scozzese John Loudon McAdam (Ayr, 21 settembre 1756 - Moffat, 26 novembre 1836). La tecnica consisteva nella realizzazione di uno strato superficiale il più possibile impermeabile, reso compatto con polvere di materiali calcarei.

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