Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo
112 Dal punto di vista dello sviluppo geografico, è una strada di circa 230 km, posizionata sul versante occidentale della Sardegna, quello meno impervio e più dolce: il tracciato ha inizio nel capoluogo sardo, attraversa tutta l’area del Campidano sino ad Oristano, per poi pro- seguire longitudinalmente sino a Sassari e poi su Porto Torres. Attraversa quindi in lungo la Sardegna, da costa a costa, da sud a nord, per cui qualsiasi infrastruttura stradale trasversale lungo la direttrice est-ovest non può non incontrarla ed intersecarla, riversando quindi su di essa il proprio traffico veicolare. Ciò significa che, tran- ne qualche caso specifico, tutti i grandi spostamenti fra le aree geografiche della Sardegna passano per la “Carlo Felice”: attraverso la 131, la Gallura ed il Logudoro si relazionano con il Campidano, stessa cosa fa la Barbagia nei confronti delle aree del Sassarese del Cagliaritano, così come il Sulcis Iglesiente e la Marmilla quando devono connettersi con il nord dell’isola. Se si osserva l’intero sistema stradale sardo primario, si nota che esso è caratterizzato da una forma di “grande P”, dove l’asse portante è costituito proprio dalla 131 che sostiene e regge le altre due grandi arterie (la SS 131 dcn Abbasanta-Olbia e la nuova SS 729 Sas- sari-Olbia (tuttora in fase di completamento). Tale centralità si traduce in rilevanti flussi di traffico: la sezione di Monastir (dati ANAS 2019) registra un traffico medio giornaliero pari a 35.506 veic/g (auto) e 1.824 veic/g (mezzi pe- santi). Considerando che i 230 km della SS 131 rappresentano solo il 2,58% dell’estensione dell’intera rete stradale regionale extraurbana principale (statali e provinciali), il numero di veicoli-km che transitano sull’arteria è pari circa al 15% del totale regionale. Inoltre, se si considerano i residenti che abitano all’interno di un’isocrona di 10’ da uno qualsiasi dei numerosi innesti che caratterizzano la strada, questi sono stimati in circa 716.943 abitanti, pari quindi al 45,1% del totale dei residenti nell’isola: di fatto metà Sar- degna risiede intorno alla SS 131. È perciò l’asse strategico, fondante e portante dell’assetto territoriale della Sardegna, il sistema attraverso il quale avvengono gli scambi economici e produttivi fra nord e sud dell’isola, sia di passeggeri che di merci. Per la sua strategicità e centralità rispetto all’as- setto economico e produttivo isolano, è come se fosse il “Canale di Suez” sardo (nel senso che si blocca, l’isola viene spezzata e divisa in due). L’assenza di un sistema ferroviario competitivo con l’auto in grado di offrire una reale alternativa di spostamento sulla di- rettrice Cagliari-Sassari fa si che tale arteria sia necessariamente strategica per tutto il sistema produttivo economico e residenziale sardo. È la strada che connette fra loro cinque (Cagliari, Oristano, Porto Torres, Olbia e Golfo aranci) degli otto principali porti nazionali dell’isola ed è inoltre la strada che mette in comunicazione anche i tre principali aeroporti sardi (Olbia Alghero e Cagliari). Alcune del- le più importanti Zone Industriali si affacciano proprio sulla 131, rendendo la strada un vero e proprio motore economico per l’isola: lo testimoniano i numerosi mezzi pesanti ed autoarticolati che giornalmente la percorrono, ma soprattutto i numerosi capannoni e le zone industriali o produttive via via sorte lungo il tracciato della strada ed appartenenti a piccoli comuni, che, senza quella strada, non avrebbero mai avuto tale opportunità (si pensi alle zone industriali di Zeddiani, di Muros, di Sanluri-Villasanta, di Borore). Un’ultima chiave di lettura, forse atipica ma comunque interessante, è quella di natura sociologico-culturale. GIANFRANCO FANCELLO
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=