Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

109 TRE DIVERSE CHIAVI DI LETTURA PER LA STRADA STATALE 131 Tale differenza è figlia di una mancata trasformazione dell’intera SS 131 verso una se- zione autostradale, che fu avviata a metà degli anni ’90 e che inizialmente coinvolse inizialmente il tratto sud fino a Bauladu e la nuova Sassari-Porto Torres (la cosiddet- ta “Camionale”) 3 : la trasformazione non si completò e fu definitivamente abbandonata dall’Amministrazione Regionale, a metà degli anni ’00, che, dunque, decise di intervenire sulla restante tratta nord mediante attività di manutenzione straordinaria, con specifici adeguamenti puntuali (eliminazione delle intersezioni a raso e allargamento di sezione) ed una messa in sicurezza dei punti considerati maggiormente critici: tale scelta si basò principalmente su considerazioni di natura economico-finanziaria (costo allora stimato in circa 10 mil Euro a chilometro) e di natura trasportistica, per via dei ai limitati flussi di traffico che si sviluppavano da Oristano verso nord, che, secondo i decisori, non giustifi- cavano la realizzazione di una nuova infrastruttura. Gli interventi a tutt’oggi non sono stati completati e sono tuttora in corso in diverse parti. Tale riqualificazione è solo ultima, in ordine temporale, che ha modificato nel tempo, in maniera sostanziale, la dimensione (e quindi la capacità funzionale) della SS 131. La prima fu compiuta negli anni ’30 del XX secolo, quando, riprendendo il vecchio tracciato della “Strada Reale Cagliari - Sassari” realizzato intorno agli anni ‘20 del ‘800 su progetto dell’ing. Carbonazzi, si costruì una strada a due corsie (di sezione non superiore ai 3,00 mt. cadauna) che attraversava longitudinalmente la Sardegna, collegando tutti i centri abitati posti lungo il percorso, dando così vita ad un vero e proprio “filo” di congiunzione fra nord e sud dell’isola. I lavori durarono un decennio circa ed attraverso un lavoro di ricucitura che mise assieme tronchi e porzioni di altre strade, si realizzò un itinerario unitario fra Ca- gliari e Sassari che fu battezzato allora “Carlo Felice”. Ancora oggi rimane memoria di quel tracciato, soprattutto in prossimità degli accessi a molti centri abitati, grazie anche alla presenza di numerosi pini quasi secolari che nel tempo furono piantati ai lati della carreg- giata e che tuttora caratterizzano gran parte di quel percorso (ne rimangono numerose tracce nell’aree di Uras, Mogoro, Bonnannaro). Il secondo rilevante intervento di riqualificazione fu realizzato a cavallo degli anni ’60, quan- do il boom economico e la forte ripresa del dopoguerra che si realizzò anche in Sardegna resero obsoleto ed insufficiente il vecchio tracciato, per cui si rese necessario trasformare l’arteria esistente in “superstrada” a quattro corsie, con un raddoppio di carreggiata. 3 In questo caso si decise di realizzare ex novo un altro tracciato, in quanto il vecchio percorso Sassari- Porto Torres era ormai completamente urbanizzato e trasformato in un’arteria suburbana, per via della presenza di attività commerciali e di servizio, traffico pedonale e ciclistico, frequenti attraversamenti pedonali, etc. Fig. 2 Schema standard della sezione stradale A “Strade a destinazioni particolari” Bollettino CNR 78/1980.

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