Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo
102 proprio per la rappresentazione cartografica e il disegno topografico contrassegna questa fase, diventando linguaggio comune dei tecnici sabaudi 21 [ Figg. 9-10 ]. La configurazione del reticolo viario durante la Restaurazione: logiche e riorganizzazioni La richiamata mappa del Corpo di Stato Maggiore, nel suo annotare con estrema precisio- ne il reticolo viario, evidenzia la revisione delle strade regie, la cui manutenzione è affidata alle comunità locali; il loro sviluppo è ridefinito, sulla scorta le patenti del 1817, secondo sette direttrici (di Milano – da Torino al ponte di Buffalora sul Ticino –, di Piacenza – da Torino ai ducati di Parma e Piacenza –, di Francia – da Torino a Pont-de-Beauvoisin in direzione di Lione –, di Genova – che si diramava da quella di Piacenza sulla destra della Bormida –, del Sempione – che coincideva in gran parte con la dorsale napoleonica –, di Nizza – appunto dalla capitale al vecchio porto sabaudo nel Nizzardo –, di Fenestrelle – da Pinerolo al Monginevro; si noterà che mancano i valichi valdostani, stante la perdita di interesse per il passo del Gran San Bernardo), cui nel 1825 si aggiungeranno le strade di Ginevra – da Chambéry a Ginevra – e di Levante – da Genova al confine con il Ducato di Massa e Carrara –, intese come dorsali fondamentali dello Stato, e dalle quali derivano le strade minori, fino alle “vicinali” e alle cosiddette “camparecce”, preminentemente di ser- vizio rurale. Di indubbio valore nella strutturazione del territorio, subito sotto alle strade reali, ossia quelle che «dalla capitale andavano direttamente all’estero», si potenziano anche le strade provinciali, definite come quelle in grado di collegare «una ad un’altra città capitali di provincia» o ancora come quelle che vanno «direttamente dall’una all’altra città dello Stato», vero reticolo commerciale e culturale, vista la loro natura anche di stra- de postali , secondo la revisione del 1824 (che introduceva inoltre il cosiddetto “sistema Mac-Adam” di pavimentazione 22 , fortemente promosso in Francia da Claude-Louis Na- vier e negli Stati Sardi da Bernardo Antonio Mosca), e sulle quali si svolgeva l’imprescin- dibile servizio di posta pubblica 23 . Il 1825 vede l’istituzione, per espressa volontà di Carlo Felice, del Reale Corpo del Genio Civile 24 , alle dipendenze del Ministero dell’Interno ed espressamente incaricato di gestio- ne, controllo e potenziamento del sistema infrastrutturale dello Stato, a completamen- to delle disposizioni del 1816-’17 che istituivano un Consiglio superiore e un Congresso permanente di ponti, acque, strade e selve 25 e predisponevano i quattro regolamenti («per ponti e strade»; «per le acque»; «per il servizio dei ponti, strade ed acque»; «per gli atti e contratti d’acque e strade») che avrebbero costituito l’ossatura giuridica della revisione del sistema infrastrutturale sabaudo durante la Restaurazione. Il Regolamento per ponti 21 In ambito nord-italico si ricorda il bel libretto di Segni convenzionali per disegnare le carte di topografia generale e particolare, di corografia, geografia, ed idrologia come anche le Evoluzioni ed Accampamenti della Fanteria e Cavalleria Pubblicati ad uso degli Allievi della Reale Scuola Militare di Pavia per ordine di Sua Eccellenza il Ministro della Guerra ed utili ai Militari di qualsivoglia Arma , s.d. [1802]. BRT, L. 45 (6). Per una lettura critica del volume, reperito da chi scrive, si veda V. D efabiani , La topografia come “langue de la terre”. Topografi e scuole di guerra a inizio Ottocento , in C. Natoli (a cura di), L’identità , cit., pp. 33-36. 22 Giovanni Loudon M ac -A dam , Primo elemento della forza commerciale ossia nuovo metodo di costruire le strade, traduzione dall’originale inglese di Giuseppe De Welz […], Napoli 1826. 23 Ancora G uderzo , Vie e mezzi di comunicazione , cit. Questo ruolo primario è attestato cartograficamente dalla Carta postale de’ Regi Stati Sardi di Terra ferma , edita a Torino nel 1831, «da unirsi alla Guida del viaggiatore in Piemonte». 24 In origine composto da 15 ispettori e sottoispettori, 35 ingegneri, 8 allievi, 65 aiutanti e 50 volontari, poi ridotti fortemente con le Patenti del 20 aprile 1833. Ibid ., p. 49. 25 Raccolta delle Provvisioni intorno alle acque, i ponti, e le strade dall’anno 1817 al 1818 precedute da alcune altre di antica data , Torino 1828, I, pp. 209-210 e 231, cit. in Ibidem, p. 28. CHIARA DEVOTI
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