Aristana - Culture e architetture del Mediterraneo

100 La revisione napoleonica: progetti di carta e prospettive a lungo termine Per quanto effimera in termini di durata, la fase di governo francese rappresenta un mo- mento di grandioso sforzo per un processo di modernizzazione del reticolo viario dell’ex regno di Sardegna in Terraferma: suddiviso una prima volta nel 1799 in quattro diparti- menti (Eridano, Sesia, Tanaro e Stura) e riconfiguratosi, dopo Marengo, con decreto del 12 germinale anno IX (2 aprile 1801) come una divisione militare della Francia (27 a divisio- ne), sottoposta a un’amministrazione centrale retta dal generale Jean-Baptiste Jourdan (cui nel marzo 1803 subentrerà l’assai meno apprezzato generale Menou), il Piemonte è completamente ridefinito. La riorganizzazione forma sei Dipartimenti (dell’Eridano, poi detto del Po, con a capo Torino; di Marengo con Alessandria; del Tanaro con Asti; della Se- sia, con Vercelli; della Dora con Ivrea e della Stura con Cuneo, peraltro oggetto di discus- sione, rispetto alla prima scelta caduta viceversa su Mondovì), ponendo a capo di ognuno di questi un prefetto. Il 28 fruttidoro anno X (15 settembre 1802) i sei dipartimenti sono «riuniti al territorio della Repubblica Francese» e l’ex regno sardo per la parte peninsulare fa capo al governo di Parigi tramite l’ufficio dell’amministrazione e il governatore gene- rale (il principe Camillo Borghese dall’aprile 1808), ma soprattutto tramite i prefetti e i sottoprefetti, rispettivamente a capo dell’amministrazione in ogni dipartimento e in ogni arrondissement 17 . La viabilità, in questo nuovo stato di cose, si fa vieppiù rilevante: quella del valico del Mon- cenisio, nonostante la nuova apertura verso le terre di recente acquisizione in direzione dell’avverso Milanese, è ribadita pienamente in età napoleonica, «quando i tre principali passi alpini, Moncenisio, Monginevro e Sempione, vengono resi carrozzabili, proiettando il Piemonte in una dimensione realmente europea e imponendo la revisione dell’intero reticolo viario di adduzione ai passi» 18 , mentre «risultava avviata anche la costruzione della strada dei Giovi, da Genova verso il nord, e delle rotabili delle due riviere» 19 , tutti aspetti di transito che le campagne napoleoniche avevano dimostrato essere di strate- gica importanza. Le disposizioni di età francese, tuttavia, avrebbero avuto – negli intenti imperiali – ben maggiore ampiezza di quanto realmente eseguito, come lascia intendere l’eccezionale ricognizione, operata secondo i parametri stabiliti dalle Écoles de Guerre di istituzione appunto napoleonica, ma portata a compimento in prima Restaurazione, ossia la Carta degli Stati Sardi di Terraferma , redatta dal Corpo di Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1816 e il 1830 20 [ Fig. 8 ]. Quivi si annotano programmi – poi in gran parte attuati solo successivamente, ma in perfetta aderenza – in prevalenza di raddrizzamento viario e tracciamento di dorsali a veloce percorrenza (per esempio il lungo rettifilo che solca la campagna tra Cherasco e Benevagienna, nel basso Piemonte, importante capoluogo di mandamento, dove l’influenza francese è leggibile ancora oggi in gran parte della to- ponomastica viaria) o collegamento stabile con luoghi anche prossimi alla capitale e in precedenza ancora connessi dalle vecchie direttrici (si veda la strada per Venaria e le Valli di Lanzo, ampiamente ridisegnata). Il tratto in colore giallo – evidente sulla carta – indica proprio questa fase di intensa progettazione, ma non ancora compiuta esecuzione, la- scito certo alla Restaurazione, mentre la guida rappresentata dalla diffusione di trattati 17 Si veda per i dettagli: All’ombra dell’aquila imperiale: trasformazioni e continuità istituzionale nei territori sabaudi in età napoleonica , 1802-1814 , Atti del Convegno (Torino 15-18 ottobre 1990), Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma 1994. 18 D evoti , D efabiani , La macrostruttura , cit, p. 21. 19 G uderzo , Vie e mezzi di comunicazione , cit., p. 16. 20 C orpo R eale dello S tato M aggiore , Carta degli Stati Sardi , 1816-1830. Firenze, Istituto Geografico Militare, Archivio Cartografico, carte preunitarie, Stati Sardi di Terraferma . CHIARA DEVOTI

RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=