NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione

-  88  - Questo profondo legame di devozione è reso ancora più esplicito dalle piastrelle re- canti l’acronimo P.G.R., che rivestono porzioni importanti delle pareti interne del sacro tempio, divenuto Basilica Minore nel 1957. L’impatto è forte per chi entra nel santua- rio e la ridondanza dell’effetto corrisponde, idealmente, alle innumerevoli guarigioni e più in generale alle grazie dispensate dalla Vergine del Rimedio per i suoi fedeli. La mancanza di un inventario e la scomparsa di migliaia di ex voto rendono oggi impos- sibile uno studio e un’analisi approfondita di tali attestazioni di gratitudine: disegni, riproduzioni di parti del corpo guarite, cuori d’argento e fotografie, offerti alla Vergine, nei secoli, per la grazia ricevuta. La pratica degli ex voto, letteralmente, a seguito di un voto, ovvero di una pro- messa e un impegno nei confronti della divinità o di un santo, esprimono a un tempo il bisogno di rivolgersi a qualcuno per chiedere un intervento e il ringraziamento per aver esaudito la richiesta d’aiuto, espressione di una devozione antichissima e co- mune, in differenti forme, a molte religioni. Gli ex voto sono ancora oggi molto diffusi nelle chiese, offerti al Salvatore, alla Madonna e ai Santi e costituiscono presso i san- tuari importanti collezioni di dipinti, di oggetti e di preziosi gioielli, tutti testimonianza di religiosità e arte popolare. Questi costituiscono una grande testimonianza di fede, di devozione e di ricono- scenza a Maria per Gesù, il Rimedio dell’umanità. Proprio in questo sta il loro valore, l’essere oggetto offerto a Dio, al Salvatore, alla Vergine o a un Santo come segno di riconoscenza per una grazia ricevuta. La stessa locuzione latina ex voto indica l’origine dell’oggetto-dono: è una risposta – per voto – per un favore ricevuto. Di solito l’oggetto offerto reca la scritta l’acronimo V.F.G.A. (VotumFecit, GratiamAccepit: Voto Fatto, Gra- zie Avuta) oppure, per l’appunto, quella italiana P.G.R. (Per Grazia Ricevuta). Le tipologie degli ex voto sono differenti a seconda del periodo storico di riferi- mento, esprimendo i caratteri sociali, antropologici e fenomenologici oltre che arti- stici dei diversi periodi. Sono innumerevoli gli ex voto che nel corso dei secoli i fedeli, accorsi al santuario da ogni parte della Sardegna, hanno offerto a Nostra Signora del Rimedio. Figli e figlie del popolo e persone illustri, ancora oggi, si recano al santuario per fare voto o rendere grazie. Così è stato per il Canonico De Castro che, vista salva la nipote prediletta Giuseppina, colpita da grave malattia, nelle sue memorie dome- stiche, il 14 ottobre 1864, annota: “ Io stesso portai alla Chiesa del Rimedio il Sonetto messo in un quadretto in ringraziamento alla Vergine ”, sciogliendo così il voto. Nel 1874 il sacerdote cagliaritano Silvio Basilio Fadda Piras, scriveva: “ Esiste un cele- bre Santuario, sacro alla Madonna Santissima del rimedio, cui i sardi concorrono nei mesi di maggio e settembre per adempiere alle religiose promesse fatte, lasciando a perpetua testimonianza delle grazie ricevute indefiniti voti che, in bell’ordine disposti, pendono dai muri interni del sacro tempio ”. Una sezione particolare è rappresentata dagli ex voto dei reduci del primo conflitto mondiale (1915-1918) che sperimentarono la materna protezione della Madonna del Rimedio cui si erano affidati. Si ricorda in particolare il pellegrinaggio dell’11 maggio del 1919, sotto la guida dell’Arcivescovo Ernesto Maria Piovella, e la donazione dei cuori ex voto dei reduci, delle diverse comunità del territorio. Numerosi sono ancora, gli ex voto che rimandano ai miracoli accorsi negli incidenti sul luogo del lavoro, nei viaggi e, naturalmente, tantissimi quelli relativi alle guarigioni.

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