NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 72 - giorni precedenti; il lunedì e il martedì prima di carnevale e il mercoledì primo giorno di Quaresima; la Pasqua Epifania, detta anche Pasca nunçi [= Pascha an- nuntiationis ]; la festa dell’Ascensione; la Pasqua di Pentecoste coi due giorni che seguono; la festa del Corpus Domini ; tutta la settimana santa e l’ottava di Pasqua; le ferie delle messi, vale a dire dal 15 di giugno sino al 15 di luglio, eccezion fatta per la corona de Logu di san Pietro, che si tiene per nostro volere, per le questioni che si trattano con l’accordo delle parti, e similmente si terrà sempre l’Udienza. 5 Assai significativa la esplicita menzione di tutte le feste di santa Maria . Si tratta delle quattro principali feste mariane del Medioevo: Purificazione (2 febbraio; nota po- polarmente come Candelora ), Annunciazione (25 marzo), Assunzione (15 agosto), Natività di Maria (8 settembre). La loro introduzione nella liturgia romana avvenne per opera probabilmente di monaci orientali emigrati in Roma nei primi decenni del secolo VII. Secondo il Liber Pontificalis una costituzione del pontefice Sergio I (687- 701), siciliano ma di origine siriana, rese più solenni queste quattro feste, ordinando una «litania» (processione) dalla chiesa di S. Adriano a quella di S. Maria Maggiore. 6 En passant , ricordiamo che il culto della Vergine Maria in Sardegna è comunque atte- stato in epoca ben più antica; ad es. a Carales è documentato da un celebre episodio di fanatismo antiebraico, ai tempi di Gregorio Magno (590-604), il 19 aprile 599, giorno di pasqua: un ebreo battezzato cristiano, «insieme con una banda di giovina- stri fanatici» aveva fatto irruzione nella sinagoga, collocando anche «un’immagine di Maria madre di Cristo». 7 Tornando a Eleonora, tutte le feste di santa Maria , citate nella Carta de Logu , incidono quindi concretamente anche nella vita civile del Giudicato d’Arborea, poiché in quei giorni non si potevano svolgere riunioni istituzionali o attività civiche di qualsiasi natura. Peraltro, come è ben noto, la festa della Annunciazione (25 marzo), segnava il capodanno ad Aristanis, che si basava sul calendario pisano ( calculus pisanus ), che appunto faceva iniziare l’anno nuovo il giorno dell’annuncio alla Vergine Maria della nascita del Cristo. 5 Cfr. ivi , pp. 166-167. 6 Maria Grazia Mara, Maria, santissima , in Bibliotheca sanctorum , Città Nuova, Roma, 1967 (rist. 1988), vol. VIII, Liadan-Marzio , coll. 899-900. Si veda anche per un chiaro quadro generale (ovvia- mente da aggiornare, ma sempre assai utile) il ‘classico’ Mario Righetti, Manuale di storia liturgica , vol. II, L’Anno Liturgico. Il Breviario , Ancora, Milano, 1946, Capo VIII, Il culto e le feste di Maria SS ., pp. 233-267. L’altra grande festa mariana, l’Immacolata, notoriamente in Occidente durante il Medioevo è avvolta da complessi dibattiti teologici, soprattutto tra francescani e domenicani; risulta comunque bene attestata nei codici liturgici arborensi, che appartengono alla tradizione romano-francescana affermatasi nel corso del secolo XIII. 7 Raimondo Turtas, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila , Città Nuova, Roma, 1999, pp. 137-138.
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