NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione

-  54  - L’iconografia della Vergine del Rimedio di Oristano varia notevol- mente rispetto ai prototipi cinque- centeschi diffusi in Spagna e spora- dicamente anche in Sardegna, che vedono al centro la rappresenta- zione della Madonna nel momento in cui affida la borsa dei danari, per riscattare i cristiani catturati, a San Giovanni Matha con chiaro rimando al programma dei Trinitari: la rac- colta delle elemosine e la liberazio- ne degli schiavi. Il simulacro di Donigala recupe- ra il ruolomaterno della Vergine e il leggero cenno del sorriso risponde al dialogo collettivo o privato che il fedele intrattiene con la mediatrice divina. ( fig. 4 ) Riguardo l’impostazione dell’im- magine è probabile che abbia su- bito l’influenza della Madonna di Bonaria (fig.5) , la statua lignea che secondo la leggenda giunse mira- colosamente nel 1370 sulla riva di fronte al santuario mercedario, dopo essere scampata al naufragio, e che gli stessi Mercedari iniziarono a divulgare a partire dal XVI secolo. Anche in questo caso infatti, “si verifica una risemantizzazione dell’immagine mariana, anche senza esservi alcun segno o attributo che espliciti la sua funzione, diventa comunque la Madonna dei Mercedari, protettrice dei naviganti e a questo ruolo si aggiunse quella soccorritrice dal pericolo musulmano 10 ,” perciò ben si presta a diventare unmodello iconografico anche per laMadonna dell'Ordine religioso Trinitario. Tutte le congregazioni religiose promuovono la devozione accompagnando la diffusione delle immagini con l’uso della parola nelle prediche, del canto nei gosos , delle rappresentazioni sacre nel teatro e con il coinvolgimento della collettività nelle processioni e nelle liturgie. Lo storico Francesco Cesare Casula riflettendo sull’opera di Raimondo Turtas af- ferma: “la religiosità popolare raggiunse una intensità fino ad allora sconosciuta, non solo per quanto riguarda la partecipazione agli atti di culto obbligatori, ma attraverso manifestazioni collaterali di carattere più popolare (cerimonie della Settimana Santa, il teatro religioso, processioni, feste popolari, canti religiosi in lingua sarda) nei quali venivano assorbiti e riadattati anche numerosi apporti della religiosità spagnola” 11 . Le 10  Mauro Salis, Redimere, convertire, riconvertire. Produzione, risemantizzazione e uso di immagini ma- riane nelle isole mediterranee dell’Impero spagnolo (secoli XVI-XVII): il caso Sardegna , in Il Capitale Culturale, Eum Rivista fondata da Massimo Montella, 2019 pag. 18 11 Francesco Cesare Casula, La storia della Sardegna , vol. III, lemma 429, Cagliari 1994 fig. 4 · Vergine del Rimedio, dettaglio del sorriso

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