NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 53 - Il simulacro del Rimedio può ritenersi pregevole anche dal punto di vista pittorico, sebbene le abbondanti ridipinture non consentano una lettura precisa delle superfici, sono visibili oltre lo stato lacunoso del colore, alcuni lacerti in estofado de oro 5 che in- teressano il velo, la veste e il mantello. Caratteri che rispondono ai canoni ancora gotici nella doratura delle superfici, ma nella distribuzione equilibrata dei pesi e nella com- postezza, si mostra vicina agli orientamenti di gusto propri della Controriforma. Ri- sponde infatti all’immagine della Vergine, interlocutrice silenziosa e, in quanto madre, capace di contrapporsi agli eventi e suscitare i miracoli necessari alla sopravvivenza in una realtà segnata dalla forte instabilità, come quella della Sardegna. Nel Seicento, nell’isola la situazione era resa sempre più difficoltosa dalle frequenti incursioni bar- baresche, dalle ondate di pestilenza, dalle carestie e dalla pressione fiscale del sistema feudale e del governo. Il Clero si avvicina alle necessità del popolo coi sinodi, con la presenza di nuovi Ordini religiosi e con le aperture verso i laici, che si associano in cunfrarias o gremi , impegnati anche nelle opere assistenziali. Sono gli Ordini religiosi e le Confraternite a promuovere la devozione delle immagini sacre, che diventano ca- posaldi degli insegnamenti dottrinali, finalizzati al rinnovamento del rapporto con le forze divine, da cui trarre il sostegno necessario per fronteggiare le avversità. In Sardegna, sin dal 1323, sia i vescovi che gli Ordini Francescani e Domenicani, dipendono dai Superiori Provinciali d’Aragona, così come sono direttamente collegati alla casata reale l’Ordine Mercedario, assegnatario del santuario del colle di Bonaria 6 , gli Agostiniani (insediati a Cagliari dal 1491) affiliati al Convento di San Giovanni a Carbonara di Napoli 7 , i Gesuiti, che dal 1565 diedero un grande contributo nel campo dell’istruzione e l’Ordine della Santissima Trinità e del riscatto degli schiavi 8 , presenti a Cagliari dal 1580-83. Tra il XVI e il XVII secolo in conformità alle linee della Riforma cattolica, tutti gli Ordini promuovono la divulgazione del culto mariano. I Mercedari, sino al XVI secolo, non avevano una immagine di riferimento, mentre gli Agostiniani patrocinano la figura della Madonna d’Itria, i Trinitari diffondono il culto dell’immagi- ne del Rimedio o del Riscatto 9 . 5 Alessandra Pasolini, Contributo allo studio della statuaria in ‘estofado de oro’. Confronti tessili , rivista: Oltre il Longhi, 2019, pag. 85 “Definita estofar dai trattatisti spagnoli Francisco Pacheco (1649) e An- tonio Palomino (1715), che evidenziarono la correlazione tra le decorazioni delle statue e i motivi de- sunti dal repertorio tessile. In questa occasione si intende il decoro eseguito con la tecnica di doratura e sgraffiatura: tutta la superficie è dorata con la foglia d’oro su preparazione di bolo rosso aranciato, poi brunito con una pietra dura e infine ricoperto con colori a tempera. Per tracciare la decorazione, si è asportato il colore con una punta d’osso laddove s’intendeva riportare alla luce la superficie riflet- tente dell’oro”. 6 P. Gabriele Piras, Storia del culto mariano in Sardegna ,1961, pag. 173 7 Lino Neccia, La Provincia agostiniana di Sardegna, dagli inizi a tutto il XVI secolo , in Analecta Agosti- niana, vol, LXII, 1999, Roma, pag. 365 8 L’ordine dei Trinitari, o meglio della Santissima Trinità e del riscatto dei cristiani, è una famiglia reli- giosa fondata dal francese San Giovanni di Matha nel 1154-1213, con una Regola propria, approvata da Innocenzo III il 17 dicembre 1198 con la bolla Operante divine dispositionis. Nella Chiesa questa è la prima istituzione ufficiale che si dedica al servizio della redenzione, con l’obiettivo di riportare la speranza nella fede ai fratelli che soffrono sotto il giogo della schiavitù. 9 P. Gabriele Piras, I Santi venerati in Sardegna nella storia e nella leggenda , 1958, Cagliari, pag. 6 “San- ta Maria de Portu grottis, una volta San Bardirio o Bardillio, era la chiesa regolare più antica di Caglia- ri… Ebbe anche il nome della Trinità per essere passata nel XVI secolo ai Trinitari, i quali la lasciarono nel 1769 per trasferirsi a San Lucifero”.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=