NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 38 - IL FABBRICATO · L’EVOLUZIONE STORICA E LE FORME ATTUALI Maria Grazia Serra L’esistenza di una chiesa dedicata alla Beata Vergine del Rimedio è documentata a partire dal 1652. Sappiamo che questa fu costruita ex novo e che nel 1665 divenne la chiesa parrocchiale del piccolo villaggio di Nuracraba, ma del primitivo edifico e del- le sue metamorfosi architettoniche nulla si conosce, fino agli anni ’60 dell’Ottocento quando fu ripresa, come sfondo di un ritratto di famiglia, dal fotografo Paul Despine, operante in Francia tra gli anni 1862 e 1876 ( foto 1 ). Al momento dello scatto, la fabbrica si presentava a croce latina, con una navata i cui muri erano dotati di esili contrafforti e un transetto che corrisponde a quello at- tuale. Al centro della croce si elevavano il tamburo e una piccola cupola che ricorda, per foggia e dimensione, altre settecentesche presenti nell’abitato di Oristano. Sulla sinistra dell’edificio rispetto alla facciata principale, si notano alcuni vani addossati al muro della navata e accessibili dall’esterno. Il primo sulla destra della foto, costituito in muratura lapidea a vista, è citato in un documento redatto dall’Ar- civescovo Mons. Paolo Maria Serci avente ad oggetto “Disposizioni riguardanti la Chiesa del Rimedio”, datato 30 aprile 1892. Di questa stanza si dice che dovrà essere destinata a camera delle offerte, cioè a luogo nel quale si dovevano raccogliere le offerte del santuario e disponeva che fosse chiusa la porta che dava all’esterno e riaperta una preesistente, che la collegava direttamente alla chiesa. Si suppone che anche le altre stanze adiacenti, fossero adibite a vani di servizio. In quella posizione ora sorgono le cappelle laterali. Un piccolo campanile a vela era ubicato sul lato de- stro della facciata. Un’altra fotografia databile alla stessa epoca ( foto 2 ), testimonia un presbiterio di modeste dimensioni, confinato da un muro rettilineo e illuminato da una finestra semicircolare. La zona presbiterale, così come navata e transetto, erano voltati a botte. Nel 1893 ci fu un ampliamento della chiesa e venne costruita una nuova sacre- stia. Il 23 aprile l’Altare Maggiore, completamente rimesso a nuovo, fu consacrato solennemente, come testimonia una lapide custodita all’interno della Basilica. Nel 1905 ( foto 3 ) fu demolito il campaniletto a vela, per dotare l’edificio di un campanile più grande, a canna quadra, che presentava singolari coppie di aperture nella parte centrale del fusto, ampie monofore nella cella campanaria e culminava con una cupola sormontata da una croce metallica. Questo campanile sopravvisse fino agli anni ’40, fu poi demolito e soppiantato da quello attuale, al suo posto sorse l’odierna cappella laterale centrale. Il prospetto in questa fase, come si deduce dall’immagine, ha uno schema tripar- tito; in corrispondenza della navata ha un coronamento timpanato, presenta un por- tale architravato, ai lati elementi decorativi a coppie, che richiamano le lesene, e un rosone centrale. Le parti laterali della facciata sono chiuse da un elemento rettilineo, ma la composizione portone, oculo e decorazione, riprende lo schema della parte centrale. La facciata rimase per un certo tempo incompiuta.
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