NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 30 - ex voto a partire dal 1856, con un quadro donato da Francesco Loche, reduce della guerra di Crimea, al quale seguirono numerose altre donazioni di oggetti d’arte (quadri a tempera e a olio), immaginette in cartoncino, cere anatomiche, quadretti in tessuto e cuori in argento recanti il nome del devoto e le classiche sigle P.G.R. (Per Grazia Ricevuta) o V.F.G.A. (Votum Fecit, Gratiam Accepit). 29 Alla Vergine del Rimedio riservarono un culto particolare i reduci delle grandi guerre mondiali che nel santuario realizzarono un Sacrario ornato di cimeli mili- tari e fotografie con dedica degli ex combattenti. 30 Nel 1892, il 30 aprile, l’arcive- scovo Paolo Giuseppe Maria Serci, emanò le “ Disposizioni riguardanti la Chiesa del Rimedio ” con le quali regolamentava l’uso e le finalità del santuario e ne affidava la cura e l’amministrazione a un Canonico Protettore coadiuvato da un Cappella- no. Precedentemente si occupava dell’amministrazione del santuario un Delega- to, nominato dall’Ordinario diocesano, scelto tra i beneficiati della Cattedrale di Oristano. Fino ai primissimi del ‘900 la chiesa e i muristenes erano posti sotto la vigilanza di un eremitano che alloggiava in uno dei novenari e si occupava dell’a- pertura e chiusura della chiesa, della sua pulizia e della raccolta delle offerte. Nel 1949, il vecchio titolo di Canonico Protettore del Santuario fu sostituito da quello di Rettore (vedi tabella 3). 31 Negli anni Cinquanta del XX secolo il santuario arriva al culmine del suo splen- dore e si scrivono gloriose pagine di storia: il Papa Pio XII, con breve papale del 29 maggio 1950, concede che il seicentesco simulacro della Vergine del Rimedio ven- ga incoronato, a questo segue, in data 7 settembre 1952, la solenne incoronazione a opera del cardinale Federico Tedeschini, Legato Apostolico, alla presenza dell’Ar- civescovo Sebastiano Fraghì, degli altri vescovi delle diocesi sarde e con grande concorso dei fedeli di tutta la Sardegna (quest’anno ricorre il suo 70° anniversa- rio). Con brevi papali di Pio XII, il 23 maggio 1954 la Vergine del Rimedio diviene la Patrona dell’arcidiocesi di Oristano come il principale sant’Archelao presbitero e martire e il 26 aprile 1957 la chiesa del Rimedio viene elevata al rango di Basilica Minore. Nella sacrestia della Basilica si conserva ancora oggi un piccolo Archivio Storico costituito da circa 80 unità archivistiche contenenti i battesimi dal 1931 al 1974, i matrimoni celebrati e le relative pratiche matrimoniali a partire dal 1926, un libro storico del 1962, i libri delle messe e delle offerte dal 1901, i registri del- le offerte per le marmette P.G.R., delle offerte alla Vergine del Rimedio, degli in- ventari, dell’amministrazione, i brevi papali e altri documenti vari. Ancora oggi il santuario dell’antica Nuracabra rappresenta il fulcro e il cuore pulsante della devozione mariana nella Arcidiocesi arborense ed è meta annualmente di migliaia di pellegrini. 29 È documentata la frequentazione del santuario soprattutto da parte di pellegrini provenienti dall’ori- stanese, dal Marghine-Planargia e da Terralba. 30 Ora purtroppo non più esistente. Negli anni Venti del ‘900 il santuario era anche meta della proces- sione che portava il simulacro di sant’Efisio da Oristano a Tharros. 31 Il primo ad avere il titolo di Rettore del Santuario fu il canonico Felice Mastino.
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