NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 26 - Pur non avendo dati certi possiamo supporre che il culto della Madonna del Ri- medio sia stato introdotto a Oristano nel Medioevo, tra il ‘300 e il ‘400, grazie ai contatti con i catalano-aragonesi. Le prime concrete attestazioni documentarie sono però cinquecentesche, nel 1566, il calzolaio Salvador Sanna facendo testamento “ lle- ga sou bens en un benefissi de dir misas en la capella del Remey ”, 13 nel 1572, in un inventario della cattedrale di Oristano, conservato presso l’Archivio Storico Dioce- sano, 14 viene nominato “ lo altar de Nostra Señora del Remey ” e nel 1576 l’oristanese Gaspar Dessì fa testamento legando 100 lire perché si facessero messe nella “ Capella del Remey ” 15 nella quale possedeva un beneficio. Si tratta dell’altare ancora esistente in cattedrale nella cappella gotica del SS. Sacramento, detta anche della Vergine del Rimedio, nella quale è alloggiato il simulacro lapideo policromato realizzato da ano- nimo scultore di area catalana nel XIV secolo. Sempre a Oristano, nel Monastero delle Clarisse, nel 1776, l’antico altare del SS. Salvatore venne consacrato alla Vergine del Rimedio, per interesse dell’oristanese donna Giuseppa Antonia Deroma 16 e nella prima metà dell’800 un simulacro della Vergine del Rimedio era conservato presso la chiesa dello Spirito Santo. Nella villa di Nuracabra, i primi accenni dell’esistenza del culto e di una chiesa 13 ASCA (Archivio di Stato di Cagliari), carte sciolte, Testamenti del notaio oristanese Pere Porrita. 14 ASDOR, armadio 12, carte sciolte, inventari, Oristano 1572. Vedi anche Raffaele Cau, Le sepolture dei Majorales en Cabo nella cappella del gremio dei falegnami di San Giuseppe e gli altri luoghi di sepoltura ad Oristano tra il ‘600 e il ‘700, in …in ecclesia Sancte Marie de Arestano… , Oristano 2014, p.118. 15 ASCA (Archivio di Stato di Cagliari), carte sciolte, Testamenti del notaio oristanese Pere Porrita. 16 Antioco Melis, Il santuario del Rimedio , Milano 1920, pp. 42-43. fig. 2 · Archivio di Stato di Torino, particolare della “Carta corografica del Regno di Sardegna dell’Ing. Maina · 1817
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