NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione

-  24  - Nel 1646 le due parrocchie unite di Nuracabra e Fenugheda risultano facenti par- te integrante della Mensa Arcivescovile 5 e le loro rendite erano destinate a tale sco- po. Dopo il 1649, una volta spopolata la villa di Fenugheda, le terre appartenenti alla parrocchia, passarono a quella di Nuracabra comprese le chiese, quella parrocchiale dedicata a san Marco e quella filiale della Santa Croce. 6 Da un documento della prima metà del Settecento intitolato “ Nota de las tierras de la Parroquial Iglesia de la Villa de Nuracabra ”, conservato nell’archivio del Seminario di Oristano, 7 apprendiamo che la parrocchia nuracabrese possedeva 24 appezzamenti di terreno, per un totale di circa 52 starelli, 8 quasi interamente coltivati a grano e orzo, denominati: Bennaxi de Fenu- gueda , Chea , Iglesia de Santa Cruz , Bennaxi de Nuracraba , Is Linarbus , Tierra de San Nicolas , Iglesia de San Nicolas , Su Pezu de Serras , Campu Longu , Su Cucuru de is codis , Prunichristi , Pauli Canna , Cresias Noas , Su Lepori e Is Benazus de Fenugueda . Ancora agli inizi dell’800 le rendite delle “Terre e della chiesa della Vergine del Rimedio”, uti- lizzate per la Mensa Arcivescovile e la Sede Vacante, producevano una rendita pari a 80 starelli di grano. 9 L’antica chiesa parrocchiale di Nuracabra, dedicata a San Nicola, della quale oggi non rimane nessuna emergenza architettonica, è documentata ininterrottamente dal 1219 fino alla prima metà del ‘700, e dopo il 1765 non si hanno più notizie certe. 10 Dal secondo volume dei defunti della villa di Nuracabra, 11 apprendiamo che la chie- sa era destinata a luogo di sepoltura almeno fino al 1719 (non risulta nessuna sepol- tura nella chiesa del Rimedio, vedi tabella 1), che dal 1687 al 1706 si seppellì esclusi- vamente nel cimitero comune e che, dopo il 1706, si tumularono i morti solo dentro la chiesa (nei documenti emerge il fatto che la chiesa era sprovvista di cimitero, perché questo fu distrutto dalle piene del Tirso). zolu Vinxi nel 1609, Pedro Pittau dal 1610 al 1634, Barzolu Zara dal 1615 al 1616, Pere Meloni dal 1617 al 1621, Andreu Dessi dal 1621 al 1624, Diegu Padery nel 1639, Juan Baptista Betzu dal 1640 al 1641, Juan Baptista Falqui dal 1639 al 1643, Lorenso Masala dal 1643 al 1644 e Barzolu Mereu nel 1649.  5 ASCAR (Archivio Storico del Capitolo Arborense), carte sciolte, anno 1646, senza collocazione. 6  Entrambe distrutte. 7 ASSOR (Archivio del Seminario di Oristano), Armadio 2, Nota de las tierras de la Parroquial Iglesia de la Villa de Nuracabra, prima metà del XVIII secolo. 8 Uno starello equivale a circa 3987 metri quadri. 9 ASDOR, Armadio 12, Carte varie amministrazione, “ Nota dei redditi della vacante Mitra di Oristano, calcolandosi in un decennio ”, c. 1r. 10 Probabilmente si trattava di una piccola chiesetta romanica caduta gradualmente in rovina dopo l’abbandono del villaggio. 11  ASSOR, Armadio 2, Libro dei Defunti di Nuracabra dal 1687 al 1719.

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