NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 23 - DA NURACRABA ALLA BASILICA DEL RIMEDIO Raffaele Cau Son passati più di 800 anni dal primo documento, che nomina ufficialmente l’e- stinta villa giudicale di Nuracabra. Era infatti il 18 settembre 1219 quando, il giudice Mariano II di Torres, sconfitto militarmente dai fratelli Ubaldo e Lamberto Visconti (Giudice di Gallura e di Cagliari), veniva costretto a sottoscrivere la cosiddetta pace di Noracalbo mediante la quale si impegnava a restituire a Lamberto l’intera Gallura. L’importante documento, conservato a Firenze tra le pergamene relative alla Sarde- gna nel Diplomatico di San Frediano in Cestello, così recita: “ Actum in Sardinea in iudicatu Arboree in villa dicta Noracalbo in una ex domibus ecclesiae Sancti Nicho- lai . Presentibus Gualcerio de Calcinaria et Adiuti de Arborea quondam Pandulfini et Barasone Passaghi et Comita Oculovario liberis iudicatus callaritani et Comita Perella et Guantino Asseni liberis iudicatus turritani testibus rogatis. Dominice incarnationis anno millesimo ducentesimo vigesimo , indictione septima, quartodecimo kalenda- rum octubris ”. 1 Vengono quindi nominate la villa di Noracalbo e la chiesa di San Ni- cola che, per quasi cinque secoli, sarà la sua parrocchiale. Il villaggio di Nuracabra è citato, in altri documenti medievali, con le varianti grafiche Nuracialbu e Nuragialbu, e nella Pax Arboree del 1388 sono nominati i vassalli che sottoscrissero, per Nurau Albu, il trattato di pace tra la giudicessa Eleonora d’Arborea e il re Giovanni d’Ara- gona: Joanne de Orru (majore de villa), Guantino Polla, Nicolao de Pani, Gonnario Carau, Pericono Mula e Ogittu de Serra. 2 Dopo quasi due secoli di silenzio documentario, alcuni dati interessanti emergo- no dai Quinque Libri di Nuracabra, in due frammentari registri dei matrimoni e dei defunti, conservati nell’Archivio Storico Diocesano di Oristano. 3 Il libro dei matrimo- ni contiene 38 atti datati dal 23 settembre 1600 al 21 aprile 1643, mentre il libro dei defunti principia il 19 maggio 1602 e termina il 7 agosto 1649; in tutti questi atti non si fa nessuna menzione della chiesa dedicata alla Vergine del Rimedio e le parrocchie di Nuracabra e Funugueda risultano unite. Il registro dei defunti ci fornisce le notizie più interessanti indicandoci, in maniera precisa, quali erano i luoghi di sepoltura della villa: la chiesa parrocchiale di San Nicola, il cimitero comune posto attorno a essa e la chiesa di San Marco de Fenugheda (in particolare vediamo che il 19 mag- gio 1602 muore Angeledda Fais che viene sepolta “ dins de la iglesia de San Nicolao parroquia ”, il 15 luglio del 1602 muore Joannangela Trogu sepolta “ en lo cemeteri de San Nicolao ”, il 7 agosto 1649 muore Juana Angela Frailis “ enterrat en lo Comu en la parroquial iglesia de Sant March de Fenugeda ”). 4 1 Vedi Carla Piras, Le pergamene relative alla Sardegna nel Diplomatico di San Frediano in Cestello , in Archivio Storico Sardo, Volume XLV, Cagliari 2008, pp. 9-142. 2 Pasquale Tola, Codex Diplomaticus Sardiniae , Tomo 1 pars II, p. 843. 3 ASDOR (Archivio Storico Diocesano di Oristano), Armadio 3, Quinque Libri Nuracabra. 4 I sacerdoti che si occuparono, nella prima metà del ‘600, della cura delle anime di Nuracabra furono: Joan Daniel Dessi dal 1600 al 1601, Juani Antoni Casas dal 1603 al 1604, Batista Orru nel 1607, Bar-
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