NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione
- 20 - leli, da linee continue a sviluppo sinusoidale, da cerchielli punteggiati e al centro da settori tratteggiati ( fig. 5 ). A quest'ultima fase insediativa nuragica seguì un lungo periodo di abbandono, in quanto le successive testimonianze di presenze umane nel sito si datano al periodo tardo-punico e romano-repubblicano (III-I sec. a.C.), attestate a Sud-Ovest della Torre A, fino a una distanza di 25 m, da discariche infossate di rifiuti domestici. Sulla stessa area furono scavati dei pozzetti cilindrici, complessivamente 6, con un diametro di cir- ca m 1 e una profondità di circa m 0,50, in cui sono stati rinvenuti frammenti ceramici databili al periodo tardo antico ((II-VII sec. d.C.) Le testimonianze archeologiche più recenti emerse sotto lo strato agrario, sempre a Sud-Ovest della Torre A, sono costituite da strutture murarie rettilinee residue nella sola fondazione, visibili per un tratto di circa 18 m, realizzate con blocchi di arenaria e di basalto e presumibilmente costruite in elevato con mattoni crudi. Solo un'indagine estesa a Nord verso la villa della tenuta agricola e a Nord-Ovest verso la Basilica po- trebbe confermare se ci troviamo di fronte alle tracce residue del villaggio di Nuracra- ba sorto nel medioevo. fig. 5 · Rimedio . Pintadera n. 6 Museo Archeologico Nazionale di Cagliari Fonte https://museoarcheocagliari.beniculturali.it/reperti/r20s09-1320/
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