NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO DI ORISTANO - Storia, fede e devozione

-  16  - (A, B) congiunte da una cortina rettilinea (A-B), riferibili ad un lato dell'antemurale di un nuraghe complesso ( figg. 2-3 ). La Torre A è stata evidenziata per un breve tratto della fondazione; la Torre B, scavata integralmente, ci è pervenuta intaccata nel settore di Nord-Est da una pila del cavalcavia e negli altri settori sporgenti dalla cortina, verso Sud, del tutto spoliata non solo delle strutture in elevato, ma anche delle stesse pie- tre della fondazione, profonda m 1,40 e larga m 1,0; nel settore di Nord-Ovest, rivolto verso l'interno dell'antemurale, la fondazione è assente, per cui il filare di base doveva poggiare direttamente sul piano di campagna. Queste strutture residue, per quanto modeste, ci consentono di ipotizzare per la Torre B uno spessore murario di circa m 1,50, un diametro esterno di circa m 7,0 ed interno della camera di m 3,50. La cortina muraria rettilinea (A-B) che unisce le due torri, è lunga m 6 e residua in parte con le sole pietre della fondazione, larga m 1,50 e profonda m 0,50. Fortunatamente della Torre B ci è pervenuto pressocchè intatto il deposito di frequentazione. Sopra un bat- tuto argilloso e sabbioso perfettamente orizzontale, arrossato in più punti dai primi focolari, si sovrappongono due strati di cenere, della potenza di circa 20 cm ciascuno, con abbondanti resti ossei animali e frammenti ceramici di vasi di uso quotidiano. Il contesto appare riconducibile ad uno spazio abitativo in cui era frequente l'accensione di focolari e la cottura ed il consumo di cibi ( fig. 2 ). fig. 2 · Rimedio . In primo piano la canaletta C1 e la struttura infossata S1; sulla destra le tracce residue della Torre B intaccata dal pilone del cavalcavia; in secondo piano le fondazioni della Torre A e della cortina A-B

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