Il Codice di Lucano

- 19  - sario prefettizio, chiederà il riscontro in merito all’effettivo rientro del volume a seguito degli interventi - operati dal «legatore e restauratore», Rocco Cappel- lino, della Regia Biblioteca Laurenziana di Firenze - che consentiranno l’espo- sizione del Codice nell’ambito della Mostra Bibliografica Sarda (curata dalla Regia Biblioteca Universitaria). Lo attesta una cartolina datata 23 luglio 1928. A conforto della sensibilità intellettuale dei contemporanei è interessante citare una nota del 23 febbraio 1928, indirizzata al Commissario prefettizio, Ovidio Pitzurra, dall’Ispettore bibliografico onorario del Comune di Oristano, dottore e canonico, Antioco Melis. Il sacerdote rappresenta tra i compiti del proprio uf- ficio anche la «tutela del nostro piccolo, ma prezioso patrimonio bibliografico, custodito in parte nella biblioteca municipale» 14 e scrive: «Così mi rivolgo alla S.V. illustrissima per renderla avvisata di quanto ieri l’altro mi co- municava la regia Soprintendenza bibliografica di Cagliari con sua nota del 17 febbra- io 1928 n. prot. 200 che cioè il Ministero dell’Istruzione avvisa quella Sopraintendenza constargli che l’esportazione clandestina dall’Italia di stampe e manoscritti antichi è intensificata e che molte importanti case d’Antiquari d’America hanno così detti viag- giatori, che visitano le nostre chiese e antichi conventi acquistando manoscritti liturgici, antifonari, ecc. che poi rivendono sulle piazze del Nord America. Viene anche riferito che questi viaggiatori visitino le biblioteche riuscendo a sottrarre da antichi manoscritti delle pagine miniate» 15 . Una postilla sollecita soggiunge da ultimo un’opportuna cautela: «Raccomando alla SV illustrissima la più rigorosa sorveglianza sul manoscritto di Lu- cano. Questo prezioso codice del XIV sec. rilegato da poco so che trovasi custodito sotto chiave nella biblioteca del Municipio. Non vi è bisogno che io nell’eseguire l’ordine del superiore Ministero aggiunga altro alla nota. Prego solo la signoria vostra illustrissima di inculcare agli ufficiali suoi dipendenti e massime a chi tiene in custodia la Biblioteca, d’invigilare a che nessun documento venga involato o disperso e si tenga ben custodita la chiave della cassetta del prezioso incunabolo di Lucano» 16 . Dopo un decennio di silenzio, nel 1939 il Soprintendente, Bruno Bianca, tra- smette al Podestà la descrizione del manoscritto curata dal Rostagno raccoman- dando l’allestimento del «museo di Oristano, che tanto onore porta alla Città» e così pure il riordino dell’Archivio che «tanto utile porta alla storia di tutta la 14 ASCO, SS., Fasc. 7592. c.2.  15 ASCO, SS., Ibidem c.2. Tra i compiti assegnati dal Ministero alle Soprintendenze rientrava, secondo quanto dichiarato in una circolare del 1922, la tutela e la vigilanza sulla corretta conservazione dei codici e degli antichi manoscritti, degli incunaboli e delle stampe e incisioni rare e di pregio, giusta le norme della legge 20 giugno 1909, n. 364 e anche l’incremento delle biblioteche pubbliche. Una particolare attribuzione riguardava anche la vigilanza nei confronti di tutte le raccolte che fossero state incamerate dai Comuni a seguito della soppressione di enti morali e corporazioni religiose. 16 ASCO, SS., Ibidem c.2

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