Il Codice di Lucano
- 16 - Solo il 6 marzo 1927 viene comunicato il ritrovamento di un volume di «Lu- cano-Farsaglia, con rilegatura in legno, guasta, che risulta però essere di pro- prietà dello Stato, tanto è vero che è pure munito del timbro della Biblioteca della Regia Università di Cagliari» 12 . Il bollo, ancora oggi chiaramente visibile sul manoscritto, a parere di Siviero era la prova inequivoca, o per lo meno una traccia, di quell’antico deposito incautamente fatto dalla Biblioteca del Ginna- sio alla fine dell’Ottocento. La tesi del capo dell’Amministrazione è suffragata da una riflessione, alquanto opportuna: nel caso in cui la proprietà non fosse stata del Comune l’Università non avrebbe mai acconsentito alla restituzione al Ginnasio di «un oggetto di sì notevole pregio e valore». La chiosa evidenzia quindi come la vicenda fosse nota anche al Soprintendente bibliografico per la Sardegna, il dottore Arnaldo Capra, mentre l’epilogo della missiva resta tale e quale: chi deve provveda, punto, all’immediata restituzione del pregiato Codice lucaneo 13 . Il «caso» però non si chiuse lì. Nel giugno del 1927 la Direzione Generale delle Accademie e delle Biblioteche informa il Podestà di Oristano della concessione di un contributo di ben mille lire da destinarsi al restauro della coperta del prestigioso manoscritto. Sarà il Ministero stesso, considerata l’importanza del documento, a fornire all’uopo le istruzioni per gli interventi: la nuova rilegatura avrebbe dovuto rispettare in toto l’originale fornendo allo scopo, all’Amministrazione comunale, le indica- zioni necessarie, ma precludendo (in attesa delle stesse) l’avvio di qualunque attività. Il 15 giugno 1927 ciò è ribadito dal Regio Sopraintendente Bibliografico (Regia Biblioteca Universitaria) di Cagliari al medesimo Arnaldo Capra, racco- mandandogli prudenza anche in merito all’opportunità che sia il Ministero me- desimo ad indicare il laboratorio di restauro più titolato, in grado di svolgere con mano esperta un lavoro tanto delicato. Trascorsa l’estate, nel settembre del 1927 il Soprintendente in carica, proprio Arnaldo Capra, propone che il lavoro di restauro venga svolto a cura del Pro- fessore Enrico Rostagno, già Direttore della Biblioteca Medicea Laurenziana. L’Amministrazione accetta la proposta e si dice pronta ad attivare tutte le pro- cedure auspicando tuttavia che le operazioni finanziarie, la liquidazione delle somme dovute, restino in capo al dicastero considerato il fatto che il contributo per il restauro non era nella disponibilità del Comune. Il 25 novembre dello stesso anno il professore Rostagno conferma l’assunzione dell’incarico e il Lu- cano, con le misure di sicurezza e le accortezze del caso, dopo essere stato con- segnato dal professore Vincenzo Ulargiu, delegato del Preside del Ginnasio al 12 ASCO, SS. Fasc. 7582, c. 188. 13 ASCO, SS. Ibidem.
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