Il Codice di Lucano

-  14  - proroga del deposito del Codice di Lucano presso la Biblioteca Universitaria, «in attesa di possibili provvedimenti da parte del Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti relativamente alle ex-librerie claustrali devolute a codesto Comune» 8 . Il 23 giugno dell’anno successivo il Regio Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento, Soprintendenza - con una missiva avente ad oggetto «Codice di Lucano. Rinvio dal prestito» - comunicherà la riconsegna del Codice al Co- mune così che il documento potesse rientrare nella disponibilità del Giudice Istruttore del Tribunale Civile e Penale di Oristano «che deve servirsene» per i giustificati ed oggettivi «motivi del suo ufficio». Le fonti a disposizione non permettono di comprendere quali siano state le motivazioni per le quali detto magistrato avesse necessità di un codice di letteratura latina. Se perciò resta lecito congetturare che le controparti coinvolte nella vicenda ne recriminassero la legittima proprietà, come e perché esse non riuscivano a trovare un accordo in merito? La vicenda procede ed entra in gioco il bibliotecario comunale Francesco Sequi Licheri che il 2 giugno 1903 si rivolge al Sindaco per comunicargli di aver prov- veduto - in linea con le indicazioni riportate in una lettera appena precedente - a consegnare il codice membranaceo al Direttore del Ginnasio, Bartolomeo Peyronel, come da formale richiesta indirizzata al Municipio, e con riferimen- to alla Pharsalia del poeta Lucio Anneo Lucano. Un’apposita ricevuta attesterà quanto avvenuto. Il bibliotecario nella circostanza dimostra una certa preoc- cupazione a seguito di tale passaggio non potendo garantire personalmente il rispetto delle condizioni imposte dalla Giunta a vincolo del prestito ovvero che il manoscritto fosse ceduto temporaneamente, ma senza che il tomo uscisse dai locali del Ginnasio stesso 9 . Di fatto, ancora il 22 febbraio 1927, il Preside del Ginnasio scrive all’Ammini- strazione evidentemente incalzato dai vertici del Comune: la risposta è laconica giacché «per sentito dire» il funzionario civico asserisce che i tomi della Biblio- teca civica risultavano niente meno che «donati alla Biblioteca del Seminario» 10 dai predecessori dello stesso Primo Cittadino in carica. La replica del Sindaco, oramai podestà, Emilio Siviero, non si fece attendere. Due giorni appresso Sivie- ro incalza: «Il libro di proprietà del Comune che trovasi presso codesto Ginnasio è precisamente quello che si intitola “Incunabulum” di Luciano» 11 e - in forza di ciò - ne intima la ricerca e la restituzione. 8  ASCO, SS Fasc. 7583, c. 5. 9  ASCO, SS. Fasc. 7582, c. 188. 10  ASCO, SS. Fasc. 7582, c. 188. 11  ASCO, SS. Fasc. 7582, c. 188.

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