Il Codice di Lucano
- 10 - meramento dei beni (mobili ed immobili) dei soppressi Ordini religiosi a favore dello Stato che, a sua volta, ne avrebbe ceduto la proprietà ai Comuni. Anche le raccolte librarie di detti Ordini religiosi pervennero perciò all’Amministrazione civica: il Comune ne poté disporre depositandole in un ambiente attiguo alla scuola facendosi carico da allora delle spese e della gestione dei tomi, quale referente diretto del Governo. Nella stessa lettera si legge anche una timida ammissione di colpa da parte del primo cittadino che riconosce: «Ne stà di fatto che la medesima sia stata dal Comune trascurata; perocché il trovarsi la chiave di essa presso il signor direttore del ginnasio è chiara prova della cura che il Co- mune se ne prendeva. Bisogna conoscere che la biblioteca per esigenze di altri servizi si è dovuta trasportare da un luogo all’altro; ciocché naturalmente ha portato qualche disordi- ne nei libri. Ed è appunto perciò che la giunta municipale con deliberazione delli 28 aprile 1893, dietro accordi presi a voce, affidava al cessato direttore del ginnasio professor Cap- pello il riordinamento dei libri ed un nuovo elenco dei medesimi. Dopo tutto ciò non pare ragionevole che al Comune si voglia ritogliere una biblioteca che ha sempre avuto a giusto titolo e per la quale ha fatto ed è pronto a fare qualche spesa, neppure col pretesto di an- netterla al ginnasio, che oggi si ha e domani può mancare. In vista di tali considerazioni la Giunta Municipale ha ritenuto che il comune non sarà piùmolestato nel legittimo possesso della biblioteca e sarà subito provveduto per la restituzione della chiave» 1 . La dichiarazione del Sindaco chiarisce un aspetto importante: non solo consen- te di spiegare perché il Ginnasio possedesse la chiave della Biblioteca comunale, ma anche la probabile circostanza del passaggio del Codice lucaneo nella custo- dia della raccolta libraria del Ginnasio. Nel medesimo fascicolo una nota aiuta a chiarire meglio quanto accadde. Si tratta in tutta evidenza della bozza di un dispaccio indirizzato al Ministro dell’Istruzione Pubblica, a firma del Sindaco: «Scambio libri Biblioteca Oristano con quella Cagliari autorizzata E.V. dicesi imposto ora libri datici. Se ciò vero, prego ordinare restituzione codice Lucano toltoci inscia ammini- strazione comunale giustizia così vorrebbe. Invoco tale provvedimento...» 2 . Il 24 ottobre 1895, l’Ufficio del Demanio scriveva a sua volta al Sindaco ram- mentandogli che con il decreto del Guardasigilli del 3 novembre 1868 erano state cedute alla Biblioteca Comunale di Oristano le «librerie già appartenute ai missionari e Scolopi della Città stessa, salvi i diritti dei terzi e con l’obbligo di far compilare prima della consegna ed a carico della Biblioteca stessa gli esatti cataloghi dei libri ceduti» 3 . 1 Archivio Storico del Comune di Oristano, Sezione Storica (di seguito ASCO, SS), Fasc. 7582, c. 95 2 ASCO, SS, Ibidem, c. 89. Sulla minuta – che pare essere il testo di un telegramma - è riportata con la matita blu la data 16 novembre 1895. 3 ASCO, SS, ibidem, c.100r.
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